Ad Agrigento riaperta la Casa Museo di Luigi Pirandello

Ha riaperto dopo quasi un anno di lavori la Casa Museo di Luigi Pirandello, riqualificata dalla Regione Siciliana e con un nuovo allestimento multimediale del percorso espositivo. Situata in Contrada Caos, nelle campagne tra Agrigento e Porto Empedocle, la casa natale di Pirandello custodisce parte del patrimonio materiale appartenuto al grande drammaturgo ed alla sua famiglia. Un luogo dove il Premio Nobel per la Letteratura 1934 chiese espressamente di tornare dopo la morte: «Sia l'urna cineraria portata in Sicilia e murata in qualche rozza pietra nella campagna di Girgenti dove nacqui».
La voce narrante del noto attore Leo Gullotta guida una visita emozionale che si snoda tra le diverse postazioni, con soluzioni tecnologiche innovative perfettamente integrate nell’ambiente della dimora storica. Un'applicazione per smartphone (disponibile sui sistemi operativi iOS e Android) permette di fruire, sia all'interno del museo sia fuori, di diversi contenuti di approfondimento fra testi, audio e realtà aumentata.
Infine, l'esperienza di visita è completata con un “Virtual Tour” con immagini a 360°, realizzato con tecnologia Matterport e fruibile sul web da qualunque dispositivo. Il nuovo allestimento è stato curato da TIM ed ETT e, come detto, integra con esperienze multimediali e immersive il ricco patrimonio artistico e documentario già custodito nella Casa Museo. ll progetto nasce per dare un nuovo potenziale comunicativo all'opera di Pirandello, senza snaturare i manufatti ed i ricordi conservati tra le mura dell'antica villa.
Il percorso museale si dipana in sei sale, ognuna dedicata a un tema differente, come tappe di un viaggio. La Sala 1A (L'uomo e la famiglia) introduce alla visita attraverso la pittura, passione della famiglia Pirandello, la 1B (I paesaggi dell'anima e il Giano bifronte) ai suoi luoghi del cuore e ai dualismi pirandelliani, la 2 (Teatro e cinema) è dedicata alla produzione teatrale e cinematografica dell'autore: qui i contenuti sono costituiti da rari filmati, immagini d’epoca e disegni animati; la Sala 3 (Vita e morte) ospita il cratere attico a figure rosse che accolse le ceneri dello scrittore e offre una proiezione video attraverso cui è facile immedesimarsi negli eventi principali della sua vita (come, ad esempio, l’assegnazione del Premio nobel); nella 4 (Sala delle parole) il visitatore entrerà “fisicamente” nel vocabolario di Pirandello: lo spazio è, infatti, dedicato ad alcune parole divenute chiave di lettura della sua poetica; nella 5 (Romanzi, novelle e poesie) si celebrano le opere che hanno decretato il successo dello scrittore: qui è presente una riproduzione in scala reale del suo scrittoio, scrittoio che diventa supporto didattico ed invita il visitatore a sfogliare digitalmente i suoi appunti; infine, la Sala 6 (Le maschere) ospita una istallazione di supporti didattici che riproducono specchi, animati al loro interno da maschere. Attraverso l’espediente dello specchiarsi con le maschere, i visitatori potranno comprendere la tematica legata all’Io interiore: argomento molto caro a Luigi Pirandello ed ampiamente trattato nelle sue opere.
Tutti i contenuti sono stati realizzati con la supervisione e il coordinamento scientifico della professoressa Sarah Zappulla Muscarà e dell'avvocato Enzo Zappulla, tra i maggiori esperti e studiosi pirandelliani, sotto la supervisione della Soprintendenza dei Beni culturali di Agrigento alla quale saranno affidate sia la Casa Museo sia la Biblioteca Pirandelliana, dopo il passaggio di consegne dal Parco Archeologico. A CoopCulture sono stati invece affidati i servizi aggiuntivi come lo sbigliettamento, l'accoglienza con proprio personale e la realizzazione di eventi culturali.
La villa dove ha sede la Casa Museo Luigi Pirandello venne costruita alla fine del Settecento ed appartenne ai Ricci Gramitto, avi di parte materna dello scrittore, sin dal 1817. In questa residenza, infatti, trovò rifugio la famiglia Pirandello per sfuggire alla grave epidemia di colera che nel 1867 imperversava in tutta la Sicilia. Qui nacque Luigi il quale vi trascorse gli anni della fanciullezza e della gioventù prima di lasciare l’amata Sicilia per proseguire gli studi a Roma. Danneggiata nel 1944 dallo scoppio di un vicino deposito di munizioni delle truppe americane, venne dichiarata nel 1949 monumento nazionale. Tre anni dopo la Regione Siciliana l’acquistò e diede inizio ai lavori di restauro e sistemazione della Casa e della stradella di collegamento al pino marittimo, l'albero sotto il quale il drammaturgo trovò ispirazione e chiese di essere seppellito.
(Fonte: ANSA)
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