Alghe tossiche: effetti sulla salute e rimedi. Parla la professoressa Ferrante

Autore:
Benedetto Rizzo
15/09/2016 - 11:26

Il paesaggio sottomarino del Mediterraneo risulta di grande interesse e conserva un habitat marino molto vario. L'estrema ricchezza della flora e della fauna, tuttavia, può creare alcuni disagi nel rapporto con l'uomo quando parliamo di alghe tossiche. Il fenomeno delle alghe tossiche spesso genera pessimismo e confusione. Eppure le tossine prodotte dalle alghe non devono allarmarci, ma indurci soltanto a conoscere meglio il nostro ecosistema marino. Ne abbiamo parlato con la professoressa Margherita Ferrante (in foto) docente ed esperta in Igiene Generale e Applicata presso l'Ateneo degli Studi di Catania, direttore responsabile per l'Igiene dell'U.O. Complessa dell'Ospedale Policlinico-Vittorio Emanuele.

Quando parliamo di alghe tossiche a cosa ci riferiamo?
«Esse sono degli organismi vegetali in grado di produrre delle tossine particolari. Queste tossine passano all'interno delle acque, sia dolci e sia marine, dove le alghe si sviluppano ed entrano in contatto nella catena alimentare dell'uomo, come i molluschi filtratori o i pesci. Esse giocano il ruolo di trait d'union per l'uomo, considerato che l'essere umano può consumare dei prodotti contaminati, pericolosi per la salute umana.
Le tossine prodotte dalle alghe, attraverso aerosol, che si verifica con acqua e aria, possono creare un danno direttamente alla salute umana. Se c'è una fioritura algale di una certa entità, una produzione di tossine di rilievo, anche attraverso una passeggiata in riva al mare o facendo il bagno si può avere un diretto contatto per via inalatoria o per ingestione».

Quali sono gli effetti sulla salute umana?
«Sono molteplici, dipende dal tipo di alga e dalla tossina prodotta. Alcune tossine possono avere un effetto paralitico o avere degli effetti sul sistema neurologico quindi in quello nervoso, altre tossine sono epatotossiche o ancora cangerocene, quindi dipende dal tipo di tossine.
Le tossine algali sono cancerogene, questo è dimostrato da numerosi studi fatti anche recentemente su diverse tipologie, come su tappetti cellulari, nei tessuti umani e negli animali da laboratorio».

Quali sono i rimedi da intossicazione di alghe tossiche?
«In caso di intossicazione bisogna fare una normale terapia, ricovero e flebo disintossicante, nel caso di intossicazione di tipo acuto, contatto con una concentrazione notevole. Diversamente, in una normale esposizione che può avvenire in caso di fioriture di modesta o media entità non sempre ci sono intossicazioni di tipo acuto. L'organismo viene esposto e si ha un assorbimento delle tossine. Specialmente, l'effetto cancerogeno non si realizza nell'immediato. È l'esposizione che avviene giornalmente per un lungo periodo che può provocare degli effetti nefasti.
Si possono verificare anche degli eritemi nella cute, tuttavia, generalmente gli effetti sono di tipo tossico, quindi o si manifesta in maniera acuta oppure si registrano degli effetti a lunga distanza».

Dobbiamo preoccuparci di questi fenomeni?
«Ovviamente non tutte le alghe sono tossiche, solo alcune sono ritenute più pericolose. Ma questo non ci deve fare preoccupare, considerato che nel nostro mare non si registrano delle quantità significative.
Diciamo che i problemi che si sono verificati nelle coste italiane e nel Mediterraneo in genere, sono
invece legati alla Ostreopsis Ovata che produce una tossina che ha una sua tossicità di un certo rilievo. A proposito, abbiamo realizzato uno studio di recente, nelle coste ioniche del catanese, e abbiamo trovato altre alghe tossiche, come l'A. Monotis, una tossina simile ma che non produce lo stesso livello di tossicità della Ostreopsis Ovata, assente quest'ultima, in base ai nostri monitoraggi, nei mari catanesi. La cosa importante da fare è istituire una normativa adeguata».

A cosa si riferisce in particolare?
«La normativa è un po' carente visto che il fenomeno non ha colpito in maniera significativa l'Italia e l'Europa. Ci stiamo lavorando a riguardo e abbiamo realizzato dei documenti entrando in contatto con l'Ufficio Europeo dell'Organizzazione Mondiale per la Sanità per cercare di stimolare una norma, che consenta il censimento e il monitoraggio sulla situazione costiera dei mari e delle acque dolci superficiali che noi utilizziamo come approvvigionamento idropotabile o approvvigionamento irriguo. Tra l'altro, le acque superficiali vengono utilizzate come acque di dialisi in ambito ospedaliero e rappresentano un problema importante per la salute.
Ritengo che sia utile istituire un monitoraggio, in maniera razionalizzata, programmata e costante. Attraverso dei campionamenti si può realizzare una mappatura della situazione. Laddove vengano trovati dei rischi bisogna individuare la fonte. Chiaramente da un lato se il problema è legato ad una alterazione dell'equilibro locale dell'ecosistema marino, bisogna capire cosa ha provocato la perturbazione e cercare di risolverlo. Dall'altro lato, ci vuole un impegno comune. Un impegno globale».

A cosa è dovuto il problema delle alghe?
«È legato principalmente al surriscaldamento globale che favorisce le fioriture algali, e fa sì che queste alghe tossiche, che non sono comuni nelle nostre zone, siano favorite dall'innalzamento delle temperature, anche di pochi gradi.
Esistono anche alcuni fenomeni isolati che si possono presentare nei mari, come l'arrivo di alcune navi che concorrono all'inquinamento marino. Non è trascurabile la presenza di una commistione di organismi che può avvenire tra una zona e l'altra».

Il Mediterraneo sfugge al fenomeno delle alghe tossiche e all'inquinamento marino in genere?
«Dobbiamo preoccuparci in senso positivo, vigilare e non abbassare la guardia. Dobbiamo fruire del nostro mare in maniera intelligente. Rispetto ad altri mari, come l'Atlantico o il Pacifico che sono più grandi e considerati degli oceani, il Mediterraneo è un mare chiuso che è stato meno maltrattato dal punto di vista ambientale ma che conserva una capacità più limitata, rispetto agli altri mari citati, che hanno invece una capacità di recupero più rapida. Anche il fenomeno delle alghe tossiche non si è presentato in maniera elevata e preoccupante, ma soltanto con lieve entità. Tuttavia, bisogna vigilare sul nostro mare e contribuire in maniera positiva a non inquinarlo».

 

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