Dai satelliti la prima mappa dei processi geologici attivi in Sicilia

Una mappa dei processi tettonici attivi in Sicilia. Da oggi esiste grazie alle sofisticate elaborazioni eseguite su una serie di immagini satellitari catturate dal satellite Sentinel-1 negli ultimi 5 anni che hanno portato alla produzione della prima mappa a scala regionale.
Lo studio, intitolato Present-Day Surface Deformation of Sicily Derived from Sentinel-1 InSAR Time-Series, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Journal of Geophysical Research: Solid Earth.
L’articolo scientifico, frutto del risultato di una collaborazione internazionale italo-francese, ha visto coinvolti i ricercatori Giovanni Barreca e Carmelo Monaco del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche ed Ambientali dell’Università di Catania, Maxime Henriquet del CEREGE dell’Aix-Marseille Université e Stéphane Dominguez, Michel Peyret e Stéphane Mazzotti del CNRS UMR-5243 dell’Università di Montpellier.
La tecnica, grazie anche alla calibrazione a terra con ricevitori di posizionamento satellitare GNSS (Global Navigation Satellite System) distribuiti sull’intero territorio siciliano, riesce a quantificare con precisione millimetrica il movimento verticale (Figura 1A) e orizzontale (Figura 1B) di “bersagli” ubicati al suolo evidenziando altresì in maniera netta i limiti tra zone a differente velocità. L’ubicazione in mappa dei limiti è stata successivamente sovrapposta alle principali discontinuità tettoniche (faglie) riconosciute in Sicilia, ottenendo per quest’ultime anche la velocità di deformazione nell’intervallo di tempo considerato.
L’interpretazione tettonica dei movimenti rilevati ha dunque portato ad un aggiornamento del quadro sismo-tettonico della Sicilia e ad ulteriori vincoli sulle velocità di deformazione attualmente in atto con notevoli implicazioni sulla pericolosità sismica dell’isola.
«I risultati più rilevanti riguardano la parte orientale e occidentale della Sicilia, entrambe “teatro storico” di eventi sismici distruttivi», spiegano i ricercatori nell’illustrare il quadro dell’Isola.
La parte nord-orientale della Sicilia (Nebrodi-Peloritani) si solleva ad una velocità media di 1-2 millimetri l’anno e si muove verso Est, allentandosi dal resto dell’Isola (Sicilia centrale - relativamente stabile) ad una velocità di circa 3 millimetri l’anno (Figura 1B). La linea di separazione tra i due blocchi in allontanamento è identificata come la zona di deformazione maggiormente attiva in Sicilia e consiste di un lineamento tettonico regionale che attraversa, con direzione Nord/Ovest-Sud/Est, l’intera isola da Cefalù fino all’Etna (a tratteggio in Figura 1A e 1B).
Scivolando verso il mare, la parte orientale del vulcano si frammenta in una serie di blocchi delimitati da faglie attive (Figura 2). Tra queste vi è la faglia di Fiandaca da cui si è originato il terremoto del 26 dicembre 2018.
L’area immediatamente a Nord-Ovest di Catania si solleva, invece, ad una velocità superiore ai 5 millimetri per anno.
Un ulteriore dato significativo emerge dalla stima dei movimenti del suolo registrati in Sicilia sud-orientale (settore Ibleo - province di Siracusa e Ragusa), teatro di numerosi terremoti distruttivi avvenuti in passato (basti ricordare i fenomeni del 4 febbraio 1169, del 10 dicembre 1542 e dell’11 gennaio 1693).
«Lo studio pubblicato dimostra come l’utilizzo di moderni strumenti di investigazione, quali i satelliti, possa fornire preziose informazioni sul movimento delle faglie e comprendere dunque meglio la loro futura propensione a scatenare terremoti di elevata energia, con notevoli implicazioni sulla pericolosità sismica dell’Isola», concludono i ricercatori.
In copertina: Etna - Photo by USGS on Unsplash
Didascalie figure
Figura 1: La mappa realizzata tramite una sofisticata elaborazione denominata PS-InSAR; Figura 1A movimento verticale; Figura 1B movimento orizzontale
Figura 2: Faglie attive tra cui quella di Fiandaca
Figura 3: Mappa dell’area siracusana e scarpata Ibleo-Maltese
Figura 4: Mappa dell’area della Valle del Belice
Figura 5: Mappa dell’area del Mediterraneo
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