Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, Di Renzo: "Basta con l'ipocrisia"

"Ipocrisia allo stato puro. Si spengono i riflettori, si asciuga la lacrimuccia, svanisce l'eco delle belle parole e tutto ritorna fumoso, dimenticato".
Esordisce così, con animo critico, Domenico Di Renzo (in foto), disabile motorio di Napoli, direttore Associazione Senza Barriere-Onlus, nel commento odierno in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità.
"Come se bastasse - prosegue - una giornata per questo, come se non ci fossero tutti i giorni tante vite in gioco. Allora a cosa serve? A niente! A lavarsi la coscienza, a presentarsi e poi tornare a casa contenti di aver partecipato. Dopo tutto torna nel limbo, tutto diventa caliginoso, fumoso, lontano, mentre risuonano ancora le belle parole spese, il segno di qualche lacrima, la ripresa sotto i riflettori".
Oggi infatti ricorre una giornata importante, ma quanta importanza ha se poi alle stesse persone celebrate oggi vengono costantemente lesi i diritti? Che senso ha istituire una data simbolo se poi non si è disposti a tendere la mano? "Siamo seri, senza serietà, senza concretezza il tutto è solo ipocrisia, anche delle istituzioni, soprattutto di chi sulle persone con disabilità, ha fatto il suo business, ci marcia, ci guadagna, ci specula - prosegue il critico - ancora oggi barriere architettoniche. Uffici pubblici, sempre più vietati alle persone con disabilità".
E la testimonianza arriva proprio da Tonino (in foto) poliomelitico dalla nascita, testimone di decine di disagi e disservizi che ogni giorno
imprigionano nella propria diversità centinaia di suoi concittadini catanesi. E la fotografia di Catania raccontata dai suoi occhi descrive l'asfalto delle strade pieno di buche, marciapiedi irregolari, scivole inesistenti o occluse da automobili e mezzi a due ruote: inciviltà da una parte, noncuranza dall'altra. Tonino ci dà appuntamento in viale Africa, davanti l'ingresso delle Poste, qui un importante spartitraffico rialzato non consente a tutti di attraversare la strada in autonomia e sicurezza. “Per attraversare la strada devo necessariamente richiedere l’aiuto di qualcuno che possa sollevarmi insieme alla carrozzina e portarmi dall’altro lato della strada - denuncia Tonino - ma questo purtroppo è soltanto uno dei tanti casi”.
"Nessuno degli Uffici postali è attrezzato con un bagno per disabili - spiega Di Renzo - e per giunta ai direttori è lasciata la decisione di fargli o meno fare la fila. Parliamo poi, come già denunciato, delle chiese, con scalinate insormontabili, con rampe costruite alla meno peggio, con scalini insormontabili, tanto, come successo in più occasioni da farti rinunciare a partecipare alle funzioni, siano esse un matrimonio o un funerale. La nostra epoca, la nostra società è intrisa di ipocrisia, a tutti i livelli e non pochi i casi di intimidazione, minacce e violenze nei confronti di persone con disabilità che chiedono il rispetto dei loro diritti, così come precisto dalla carta dell'ONU".
Ed in effetti la carta dell''ONU parla di accoglienza e solidarietà. "Le barriere contro cui ci battiamo non soltanto quelle architettoniche ma sono soprattutto quelle comportamentali, psicologiche. La disabilità invece di essere accettata, viene vissuta come un problema, ad opera di pochi affaristi, lestofanti, maneggioni e denigrata, non più vista come un patrimonio a cui attingere, ma vista con sopportazione. Ai nostri sportelli gente disperata, la nostra gente muore nelle lungaggini della burocrazia imperante. Gli ospedali rifiutano assistenza ai malati necessitanti di cure, le liste sono chiuse per chi è affetto da patologie cardiopatiche e necessita di vitali cure anticoagulanti. I centri antitumori, antidolore, le stesse strutture di neuropatologie infantili sono ridotte all'osso. Tutto tace. - conclude Di Renzo - Mi sembra sia l'ora di dire basta al qualunquismo, ad un perbenismo cieco, al tornaconto personale. Le nostre periferie muoiono, è ora di reagire".
Una riflessione profonda che purtroppo trova riscontro nella quotidianità da tutti vissuta. "Siamo cittadini come tutti, ma spesso veniamo dimenticati - termina così Tonino nel corso della sua testimonianza - spero che le mie parole possano sensibilizzare due volte: le istituzioni da una parte, i cittadini dall'altra. Tutti possiamo rendere migliore la nostra società, ogni giorno, basterebbe un po' più di rispetto per il prossimo".
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