Giovane ricercatrice siciliana premiata per un modello sulla Colchicina

È una delle intossicazioni peggiori, perché si rivela mortale nel 90% dei casi gravi.
La Colchicina è un farmaco antinfiammatorio di grande efficacia per la gotta, il cui sovraddosaggio, o l’assunzione accidentale in eccesso, causa ogni anno alcune decine di casi di intossicazione. Può anche accadere che ad essere ingerita sia, invece, la pianta da cui si estrae la colchicina (Colchicum autumnale), perché sovente scambiata per zafferano selvatico.
«Si tratta di un nomogramma, un grafico che incrocia valori di intossicazione, tempi trascorsi dalla assunzione e livello di rischio, che consente di ottenere un dato obiettivo sulla possibilità di sopravvivenza in base al valore misurato di colchicina. Uno strumento che, una volta validato, potrà essere utilizzato per valutazioni prognostiche in urgenza e per le scelte di trattamenti invasivi precoci, come la circolazione extracorporea», spiega il direttore del Centro, Carlo Locatelli.
Azzurra Schicchi, nata nel 1989 a Cefalù (PA) e laureatasi e specializzatasi a Pavia, ha basato il suo lavoro scientifico su una casistica molto ampia per questo tipo di avvelenamento: settantasette intossicazioni, tutte da farmaci, di cui venticinque trattate dal Centro Antiveleni di Pavia in collaborazione con il Laboratorio Analisi Chimico Cliniche del Policlinico San Matteo di Pavia, e cinquantadue su cui ha lavorato l’Hôpital Lariboisière della Paris Diderot University, diretto da Bruno Mégarbane, presso la cui Tossicologia l’esperta siciliana ha svolto parte della sua specializzazione.
Azzurra Schicchi ha analizzato tutte le intossicazioni nel loro decorso, individuando l’esatta correlazione fra il dosaggio di questo alcaloide, ossia la sua presenza nell’organismo, e il tasso di mortalità. «Le prime ventiquattro ore di intossicazione da colchicina sono decisive per le attività cliniche che si devono adottare, e questo nomogramma può fornire ai clinici gli elementi per decidere rapidamente gli interventi da mettere in campo», spiega la Schicchi.
«Uno studio che dimostra il valore della ricerca in tossicologia clinica del nostro Centro e dell’IRCCS Maugeri. Era la decima volta che una nostra ricerca entrava fra le tre finali, cosa che non accade per le altre strutture gemelle a livello mondiale», conclude un soddisfatto Carlo Locatelli.
Foto di copertina: Pixabay - Immagine all’interno: Azzurra Schicchi
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