I fattori di rischio per un'infezione duratura da Covid-19

Autore:
Redazione
10/11/2020 - 04:26

L'età avanzata, l'asma, l'eccesso di peso e l'essere donna: sono questi i fattori che aumentano il rischio di sviluppare il cosiddettolong Covid”, ovvero una forma di infezione causata dal virus SARS-CoV-2 che dura per molto tempo.

A dirlo un lavoro del King’s College London (Regno Unito), secondo cui una persona contagiata su venti sta male per almeno 8 settimane.

L'obiettivo dello studio è quello di identificare un marcatore precoce che consenta di selezionare i pazienti che hanno bisogno di cure extra o che potrebbero beneficiare di un trattamento precoce. I risultati provengono da un'analisi delle persone che hanno inserito i propri sintomi e i risultati dei test nell'app “Covid Symptom Study”.

Gli scienziati hanno setacciato così i dati alla ricerca di modelli in grado di prevedere chi avrebbe contratto una malattia di lunga durata. I risultati, riportati dalla BBC News, mostrano che “long Covidpuò colpire chiunque, ma ci sono alcuni fattori che aumentano il rischio.

«Avere più di cinque sintomi diversi nella prima settimana è uno dei principali fattori di rischio», spiega Claire Steves del King’s College London.

Quindi, coloro che hanno tosse, stanchezza, mal di testa e diarrea e hanno perso il senso dell'olfatto (tutti potenziali sintomi) sarebbero più a rischio rispetto a chi ha solo la tosse.

Inoltre, il rischio aumenta per le donne e con l'età, in particolare quando si è oltre i 50 anni. «Abbiamo visto dai primi dati che gli uomini erano molto più a rischio di sviluppare malattie molto gravi e purtroppo di morire per Covid, ma sembra che le donne siano maggiormente a rischio di “long Covid”».

Nessuna condizione medica precedente risulta collegata along Covid”, ad eccezione di asma e di altre malattie polmonari. I sintomi precisi di “long Covid” variano da un paziente all'altro, ma la stanchezza è comune.

Lo studio stima che una persona su sette è ammalata da almeno quattro settimane, una persona su venti è ammalata da almeno otto settimane e che una persona su quarantacinque è ammalata da almeno dodici settimane. I ricercatori, inoltre, hanno creato un algoritmo per individuare, dall'inizio di un'infezione da coronavirus, chi è a rischio dilong Covid”. Non è perfetto, ma identifica correttamente il 69% delle persone che lo sviluppano.

(Fonte: AGI - Foto di copertina: Pixabay)

 

Leggi anche i seguenti articoli

www.ilpapaverorossoweb.it/article/covid-19-guariti-ma-ancora-positivi-al-tampone-sono-quasi-uno-su-cinque

www.ilpapaverorossoweb.it/article/aspirina-cortisone-ed-eparina-i-farmaci-anti-covid-ci-sono-già-ma-pochi-lo-sanno

www.ilpapaverorossoweb.it/article/positività-e-carica-virale-coincidono-lo-studio-dellistituto-mario-negri

 

crowfunding adas

clicca e scopri come sostenerci