Il 10% dei pazienti spende fino a 1.000 euro al mese per la salute

Autore:
Redazione
24/07/2017 - 17:30

Tra farmaci, badante, fisioterapista e pannoloni, un paziente su dieci spende oltre 1.000 euro al mese di tasca propria.

È quanto costa in media ai cittadini compensare la carenza di servizi territoriali e assistenza a domicilio, secondo il Rapporto di Cittadinanzattiva. A causa di lentezze burocratiche, spesso, secondo quanto riportano le interviste a milleottocento pazienti, si provvede di tasca propria a comprare materiale che arriva in ritardo.

Un cittadino su quattro, infatti, attende più di trenta giorni per materasso o cuscino antidecubito, così come per traverse e pannoloni; uno su tre aspetta un mese per ricevere una carrozzina. Più di uno su dieci attende oltre un mese per avere farmaci indispensabili. L'esperienza dei cittadini nei confronti di infermieri e fisioterapisti che si recano a casa è positiva, ma chiedono di migliorare il grado di tempestività nell'attivazione del servizio: circa il 14% ha incontrato criticità nell'attivarlo.

Quanto alle forme di aggregazione delle cure primarie, che dovrebbero spostare l'offerta di prestazioni sanitarie dall'ospedale al territorio, un esplicito coordinamento tra i due tipi di struttura previsti, ovvero AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali) e UCCP (Unità Complesse di Cure Primarie), è presente nel 63% delle regioni. Inoltre, balza agli occhi la diversità di nomi per definire le UCCP: in Emilia Romagna Toscana e Piemonte si chiamano Case della Salute, in Veneto Medicine di Gruppo Integrate, in Piemonte Centri di Assistenza Primaria.

(ANSA)

 

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