
L’uso dello smartphone è contagioso

Sarà sicuramente capitato anche a voi! Quando una persona che ci sta vicino guarda il proprio smartphone, ci mettiamo ben poco (diciamo non più di 30 secondi) a fare lo stesso.
Una risposta così rapida ed automatica solitamente riguarda circa la metà delle persone che si trovano nelle vicinanze di un soggetto che per primo comincia a giochicchiare con il suo telefono cellulare ed è probabilmente dovuta al fatto che le persone si imitano a vicenda senza rendersene conto.
Gli scienziati lo chiamano “effetto camaleonte”, una forma di mimetismo che si è evoluta nelle società umane per aiutare le persone a legarsi tra loro. Ma imitare l’uso dello smartphone potrebbe, stando ad uno studio condotto da Elisabetta Palagi dell'Università di Pisa, avere l’effetto opposto.
Infatti, tenendo conto dei risultati di questa ricerca, pubblicata sul Journal of Ethology, l'uso dello smartphone può apparire “contagioso”, ma, anziché unirci, sembra far aumentare l'isolamento sociale attraverso l'interferenza o l'interruzione delle attività. Peggio ancora, secondo la ricercatrice, le persone senza telefono “possono sentirsi particolarmente isolate”.
Elisabetta Palagi, in passato, aveva già studiato l'effetto camaleonte negli esseri umani, focalizzandosi sulle espressioni facciali, sui movimenti delle mani, sui tremori dei piedi, sugli sbadigli e sugli schemi di linguaggio. Così, quando una sua studentessa, Veronica Maglieri, ha notato come le persone, inclusa lei stessa, tendevano a sollevare il telefono nel momento in cui lo facevano gli altri, ha deciso di condurre uno studio osservativo.
Il gruppo dell’Università di Pisa ha osservato 88 donne e 96 uomini in 820 situazioni diverse (ad esempio, parchi, ristoranti, trasporti pubblici, sale d'attesa e cene) per vedere quante si lasciavano “sedurre” dal proprio telefono dopo che qualcun altro nelle vicinanze ne aveva subito il fascino. Ebbene, i ricercatori hanno scoperto che il 50% delle persone ha guardato il proprio telefono entro 30 secondi da chi lo ha fatto prima di loro, ma solo lo 0,5% delle persone lo ha fatto quando l'altra persona ha premuto un tasto del telefono senza però guardarlo.
«È prestare attenzione al telefono che fa scattare la mimica», dice Elisabetta Palagi. Il comportamento mimico non era solo rapido, ma sembrava automatico ed inconscio. «Una donna che era seduta di fronte a me in una sala d'attesa mi ha visto controllare il telefono, e in pochi secondi ha tirato fuori il telefono e ha chiamato qualcuno e ha detto: “Ehi, mi è venuta voglia di chiamarti. Non so perché!”», sottolinea Veronica Maglieri.
Questo comportamento è stato praticamente osservato in tutti i gruppi, indipendentemente dall'età, dal sesso o dalla relazione con il “fattore scatenante”.
I ricercatori stessi avevano di solito il ruolo di “fattore scatenante” e le persone che osservavano erano estranei, conoscenti o amici e familiari in gruppi equilibrati. Nessuno dei soggetti sapeva che il loro comportamento veniva osservato. «La maggior parte delle persone viene contagiata dal comportamento di altre persone con i telefoni cellulari, senza nemmeno rendersene conto», conclude Elisabetta Palagi.
(Fonte: AGI - Foto di copertina: Pixabay)
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