
La febbre dell'orto urbano

All’antica tradizione degli orti urbani, generalmente coltivati individualmente, si stanno sostituendo pratiche collettive di cura del bene comune. Online molti contadini metropolitani si conoscono e organizzano eventi, workshop e laboratori per la cura del verde pubblico. Sempre più diffusa anche in Italia la pratica dell'orto urbano: da soli o in gruppo, sul balcone o in spazi pubblici. Ma perché si diffonde questa pratica? Sarà la crisi economica, sarà la sensibilità sempre maggiore verso i temi legati a natura e green, ma sempre più italiani si stanno dedicando a fare i giardinieri metropolitani: quella degli orti urbani è una passione che va contagiando l’intero paese. Chi sul proprio terrazzo, chi in appezzamenti un po’ più grandi, ma uniti dalla stessa passione e dedizione con la passione dell’orto o del giardino. Si tratta di iniziative che a ben vedere dovrebbero essere considerate veri e propri laboratori civici.
Curare un orto ci permette inoltre di avere una valvola di sfogo, un antistress dalla vita quotidiana, si dimenticano le preoccupazioni e la frenesia quotidiana, c’incantiamo e meravigliamo nell’osservare la bellezza della natura. L’orto urbano è collettivo ed ha come scopo quello di soddisfare le esigenze di un gruppo di persone (comunità, associazioni locali ad esempio) che sono interessate a prendersene cura a turno, svolgendo diverse mansioni ogni giorno o solo poche volte la settimana.
La struttura dell’orto urbano deve essere funzionale e soprattutto organizzata in modo tale che si possano adibire specifiche aree alle diverse colture (ortaggi, verdure, frutti, piante aromatiche, piante ornamentali e così via).
La gestione di un orto urbano richiede un lavoro sinergico molto impegnativo ma che alle fine ripaga sempre con la produzione di ottimi prodotti alimentari. Richiede una organizzazione del lavoro molto serrata ed ordinata, pulita e precisa. Anche i fiori sono degli ottimi antistress e i colori hanno dei significati diversi come ci insegna la cromoterapia, ed è carino pensare a come scegliere i colori dei fiori da piantare in base alle nostre esigenze emotive. Ritornando all’orto urbano, l’orticoltura urbana fornisce sempre prodotti salubri? La coltivazione di ortaggi in città sta acquistando crescente rilevanza nel mondo, sia nei Paesi sviluppati, sia in quelli in via di sviluppo. Un numero sempre maggiore di cittadini si dedica alla produzione di alimenti nei contesti urbani, in terreni destinati all’orticoltura, parchi pubblici, giardini e orti privati. Secondo alcuni ricercatori sono partiti dal presupposto che le colture in città sono generalmente esposte a maggiori livelli di inquinamento rispetto a quelle nelle aree rurali e che il loro consumo potrebbe comportare un maggiore rischio per la salute umana, al di là del fatto che queste possano essere coltivate ricorrendo a un uso minore di pesticidi. Quindi bisogna fare molta attenzione anche la provenienza della coltivazione di tali alimenti. Per chi ha intenzione di avviare l’orto urbano, di fare una attenta valutazione da evitare i centri delle città più affollati da autoveicoli per evitare la concentrazione alta di polveri sottili.
Con l’arrivo della primavera quasi quattro italiani su dieci escono all’aperto in orti, giardini e terrazzi e si impegnano, oltre che nella tradizionale cura dei vasi di fiori, nella coltivazione ”fai da te” di ortaggi e verdure. Quindi non resta che iniziare. Voi siete amanti dell’orto “fai da te”?
A cura di Piero Di Marino
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