La Foresta Umbra: un tesoro di biodiversità nel cuore del Gargano

Autore:
Redazione
31/12/2015 - 10:02

Sentiamo sempre più spesso parlare di biodiversità e oggi questa parola è ancora più necessaria per la sopravvivenza dell’intero pianeta ma anche per ricordare all’uomo che è parte di un intero dove ogni elemento è fondamentale e prezioso nella sua unicità e che l’omologazione resta figlia della globalizzazione umana ma mai della natura che è sempre imprevedibile e spontanea e che desta continuamente stupore e ammirazione, rispetto e timore. L’uomo si crede conoscitore del mondo e padrone della vita eppure esso non conosce che una minima parte di tutte le specie esistenti ed è per questo che la biodiversità costituisce ancora un mistero da scoprire e al tempo stesso un bene da tutelare.

   Se ci sono immagini che possono rappresentare questo concetto così immenso e affascinante sicuramente quella di una foresta è da privilegiare. E così basta pensare alla foresta Umbra, un territorio di ben 11.000 ettari che sorge a circa 800 m. di altitudine tra i comuni di Peschici, Vieste, Vico del Gargano, Carpino e Monte Sant’Angelo. Valido esempio di biodiversità, la foresta Umbra ospita circa 2000 specie di vegetali . Vediamone alcune.

   L’albero più rappresentativo è sicuramente il faggio che in questa zona cresce anche ad altitudini sorprendentemente basse per le particolari condizioni climatiche, umide e fresche, che caratterizzano la zona. Degno di nota è il Colosso della Foresta, un faggio dall'altezza di oltre 40 metri e con circonferenza alla base di oltre 5 metri che si innalza nei pressi del laghetto di Cutino d'Umbra. Ma di alberi plurisecolari la foresta ne ha visti crescere molti altri. Di fronte al Santuario Francescano di Vico incontriamo il Cerro di Vico: 400 anni di vita ed una circonferenza di ben 5 metri. Inoltre la foresta detiene il primato dei due Pini d’Aleppo (frequenti nelle zone costiere) più antichi di tutta Italia. Uno lo si incontra sulla strada che da Peschici conduce a San Menaio: è lo Zappino dello Scorzone, 700 anni, una circonferenza che supera i 5 metri e mezzo e un’altezza superiore ai 20 metri. L’altro, lo Zappino di don Francesco, più giovane e più piccolo, lo si trova nel territorio di Calenelle.

   Sono questi alcuni esemplari del gigantismo vegetale presente in foresta Umbra: il manto vegetativo che la ricopre, però, vede emergere molte altre specie tra cui il Tasso, l’Acero, il Carpino bianco, l’Acero campestre, l’Acero montano, l’Orniello. Tra le latifoglie dominano, inoltre, anche le querce. Nel fitto sottobosco composto da felce, muschio, biancospino, pungitopo e agrifoglio si ritrovano numerose specie di orchidee, gli anemoni, i ciclamini, le viole. Sono solo alcune delle tante specie vegetali che popolano la foresta: infatti il 40% della flora nazionale la ritroviamo proprio qui, nello sperone d’Italia.

   L’unica sorgente perenne presente nella zona montana del Gargano è Fontana Sfilzi. L’area non è soggetta ad alcun intervento antropico e l’accesso alla riserva integrale, seppur concesso per motivi di studio o per escursioni, è possibile solo con un permesso scritto rilasciato dall’ufficio territoriale.

   Popolatissima d’estate per il suo clima fresco, le vaste zone d’ombra da cui deriva il suo nome della foresta, e le aree per pic-nic, la foresta Umbra ospita anche molti turisti ed appassionati della natura e del trekking e lo fa anche d’autunno grazie al fenomeno del fall foliage e ai numerosi percorsi ed itinerari ( 15 quelli realizzati dal Corpo Forestale dello Stato) organizzati e diversificati in base alla difficoltà e alla lunghezza dei sentieri.

   La biodiversità si riflette anche sulla fauna grazie innanzitutto alla presenza del Capriolo autoctono garganico, che testimonia come la foresta ospiti non soltanto tante e diverse specie ma anche specie molto rare. Ritroviamo anche il daino, il gatto selvatico, il cinghiale, il tasso, la donnola, il ghiro, la volpe, la martora, il ghiro, lo scoiattolo. Tra le specie volatili sono presenti sei diverse specie di Picchio dalle più comuni del torcicollo, il picchio verde, il picchio rosso maggiore e rosso minore a quelle più rare del picchio rosso mezzano e picchio dorso bianco. Inoltre, il gufo reale, il gufo comune, l’allocco, il barbagianni, la gazza, la beccaccia, lo sparviero. Basti pensare che il 70% degli uccelli nidificati nel nostro Paese è presente nella foresta Umbra. 

   Per tutte queste caratteristiche e in particolare per le faggete vetuste la foresta Umbra, inserita tra le cinque foreste più belle dalla rivista National Geographic, il 21 novembre del 2015, giornata della Festa Nazionale degli alberi, è stata candidata a Patrimonio Naturale dell’Umanità, secondo i criteri fissati dall’Unesco.

 

A cura di Raffaella Sacco

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