La grandezza dei castelli di Sicilia in età angioina

Quale può essere considerata come la fonte più affidabile per stabilire con certezza qual era durante il periodo di dominazione angioina della Sicilia la grandezza e l’importanza dei castelli siciliani?
Dopo accurate indagini e verifiche, siamo arrivati alla conclusione che le dotazioni di personale e di vettovaglie che venivano disposte annualmente dal Provisor Castrorum di Sicilia (nel 1276 tale ruolo veniva ricoperto da Bertrando Artus) come dotazione dei castelli siciliani era da considerare la fonte più attendibile per stabilire l’importanza delle strutture castellari siciliane.
Naturalmente tale fonte non può essere utilizzata per il Castrum Sanctae Anastasiae (l’odierna Motta Sant’Anastasia), in quanto tale struttura castellare era talmente poderosa e strategica da essere inserita dall’imperatore Federico II, unica in Sicilia, tra i suoi 7 Castra Extempta e quindi gestita personalmente da lui e non sottoposta alla gestione del Provisor Castrorum.
Da quella fonte inesauribile che sono i lavori di Camillo Minieri Riccio, abbiamo tratto le informazioni sulle dotazioni annuali di personale e di vettovaglie dei castelli siciliani che abbiamo inserito nella tabella statistica sottostante in cui i castelli siciliani sono elencati progressivamente per ordine di grandezza, in base alle dotazioni disposte da Bertrando Artus.
In copertina: Merli del Castello di Motta Sant’Anastasia (CT)
Foto di Fiorenzo Fiorenza - Opera propria, CC BY-SA 4.0
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Autore
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Santi Maria Randazzo vive a Motta Santa Anastasia. Nel 1975 si è laureato in Pedagogia presso l’Istituto Universitario di Magistero di Catania con una tesi sulla delinquenza minorile.
Dopo avere svolto per tre anni attività di assistente volontario presso la Cattedra di Teoria e Storia della Didattica presso l’Istituto Universitario di Magistero di Catania, l’Amministrazione Provinciale di Catania gli ha conferito l’incarico di svolgere una indagine sulla devianza giovanile. Dal 1978 ha lavorato presso i Servizi Sociali del Comune di Catania, prima con il ruolo di Assistente Sociale, poi con quello di Funzionario-Coordinatore di Centro Sociale. Su incarico del Comune di Catania ha collaborato con la Procura per i Minorenni presso il Tribunale per i Minorenni di Catania e con il Provveditorato agli Studi di Catania. Per diversi anni ha fatto parte del Comitato Provinciale per la Prevenzione delle Tossicodipendenze, del Consiglio Scolastico Provinciale e dell’Osservatorio Permanente sulle Problematiche dell’Età Minorile istituito presso l’ex Provveditorato agli Studi di Catania e per conto dello stesso Organismo ha svolto indagini sul lavoro nero minorile in Provincia di Catania.
In passato ha ricoperto ruoli dirigenziali in ambito associativo, sindacale e politico, è stato capo delegazione CGIL-CISL-UIL al Comune di Catania. È stato corrispondente da Motta per il giornale La Sicilia. Da quando è andato in pensione, si dedica con passione allo studio della storia della Sicilia, trascorrendo gran parte del suo tempo presso le più importanti biblioteche dell’Isola. Ha pubblicato due libri in digitale, Motta Santa Anastasia nell’antichità: uno degli ultimi misteri della storia siciliana (2012) e Storia di Motta Santa Anastasia. Dalle antiche origini fino alla prima metà del XV secolo (2013), e per Algra Editore il volume Il ritorno degli Aragonesi in Sicilia (2019). Ha collaborato con diverse riviste: ArcheoMedia, Agorà, Incontri, Sicilia Report, Sikelian e MetroCT. Ama lo sport ed in passato ha praticato rugby e atletica leggera.







