La speleoterapia in Valle Aurina
Le persone che soffrono di patologie rare e in parte sconosciute spesso tentano rimedi "fai da te" alla ricerca di sollievo. Il contesto è delicato e controverso, ma la condivisione di esperienze, oltre ad evidenziare una sempre maggiore conoscenza delle malattie, si rivela utile a chi con il male ci deve convivere.
Piera Masuero, la referente piemontese dell'Associazione per la Difesa dell'Ambiente e della Salute, spiega come nella speleoterapia ha trovato giovamento.
"Sono affetta da Sensibilità chimica multipla, anche se ad uno stadio iniziale - spiega -. Racconto con piacere il percorso, in quanto oltre ad averne avuto un beneficio fisico, ho incontrato persone attente alla mia malattia".
La Mcs è una sindrome scatenata dall'inquinamento ambientale che permette di avere contatti con persone e oggetti soltanto se decontaminati da sostante chimiche, pena talvolta gravi crisi neurotossiche.
"Mi sono sottoposta alla speleoterapia, la terapia in grotta, che può aiutare in caso di malattia polmonare cronica o di asma - prosegue -. Come mi è stato spiegato, in certe grotte l'umidità raggiunge livelli tali da produrre, mediante un particolare processo naturale, un'aria molto pura che favorisce la respirazione". Il personale operativo si sarebbe mostrato preparato e sensibile fin dai primi contatti. "Questo tipo di approccio mi ha piacevolmente sorpresa. Addirittura mi hanno detto di essere pratici, di trattare abitualmente casi come il mio. La sessione ipogea è iniziata con il viaggio su di un trenino elettrico, indossando un impermeabile e il caschetto. Sono stata portata all'interno della montagna per circa mille metri. A breve distanza dalla fermata del trenino c'era la sala per il trattamento, un’ampia grotta in cui la temperatura è di nove gradi, sempre costanti, così come l’umidità. Dopo venti minuti di esercizi di respirazione e di rilassamento, sempre guidata da un operatore, mi hanno fatta accomodare su di una poltrona, avvolta in una morbida coperta, fornita in precedenza. Durante la terapia si può leggere, ascoltare musica o anche dormire. I bambini possono disegnare, leggere o soffiare su colorate girandole, un gesto che di fatto aiuta a migliorare la respirazione". A discrezione, mentre riposa, l'ospite può sorseggiare una tisana. Al termine del trattamento si ripercorre il tragitto in trenino e si esce dalla montagna.
"Durante i primi giorni - conclude Piera Masuero - ho avuto un aumento delle secrezioni bronchiali, ma il personale, sempre gentile e ben preparato, mi ha rassicurata. La manifestazione infatti mi ha ripulito i polmoni e dato benessere per molto tempo, riducendo la necessità di indossare la mascherina protettiva. La grotta in cui sono stata, ma so che ne esistono anche altre, si trova in Valle Aurina, presso il Centro climatico Predoi, in provincia di Bolzano. La valle è nota per la qualità dell'aria, riconosciuta come particolarmente salubre. L'attenzione per la mia patologia però non si è limitata alla terapia. Volendo, per le lunghe permanenze, si può usufruire di locali preparati per le persone allergiche e sensibili, controllati dall'Agenzia provinciale per l'Ambiente".
Anna Arietti
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