A mano disarmata, una storia di giornalismo esemplare
Federica Angeli è una cronista di nera e giudiziaria e scrive per la Repubblica.
Vive ad Ostia dove lavora da sempre, città della quale conosce tutte le dinamiche delle famiglie criminali.
Con le sue inchieste e denunce ha permesso di sbaragliare i gruppi criminali di Ostia e, soprattutto, ha consentito di affermare il principio decisivo che non si trattava di piccoli gruppi ordinari, ma di consorterie legate dal vincolo mafioso per la indubbia capacità di intimidazione e di condizionamento della società.
Il suo libro, A mano disarmata - Cronaca di millesettecento giorni sotto scorta (Baldini+Castoldi, 2018), ricostruisce tutte quelle vicende della criminalità di Ostia che, negli ultimi dieci anni, lei ha sempre denunciato.
Tutto inizia dal fatto che la Angeli assiste alla gambizzazione di un criminale ad opera di un boss della famiglia Spada.
Anche per altre attività giornalistiche, siccome l’articolo della Angeli era quanto mai circostanziato, la stessa venne messa sotto scorta con quanto ne consegue in termini di privazione di libertà di movimento e di relazione anche con i familiari.
Rispetto ai due piccoli figli organizza la sua nuova esistenza come il film La vita è bella di Roberto Benigni, come se fosse tutto un gioco.
Instaura rapporti con le forze politiche ma riceve il sostegno solo da parte del PD poiché viene accusata in modo incomprensibile anche dagli esponenti locali dei 5S.
Tutto cambia quando a capo della Procura di Roma si insedia Giuseppe Pignatone il quale aveva retto la Procura di Palermo ed è propenso a contestare l’aggravante mafiosa nei reati associativi.
Federica Angeli scopre che le famiglie mafiose si erano appropriate di molti locali commerciali promettendo finanziamenti ed acquisendoli in affitto con prestanomi. Assicura la massima copertura giornalistica del quotidiano la Repubblica e ottiene l’intervento massiccio delle Forze dell’Ordine con la restituzione di bar e ristoranti ai proprietari che ne erano stati spogliati.
Tutto ciò ovviamente non è stato per niente facile e la Angeli aveva addirittura coinvolto il Ministro dell’Interno Marco Minniti dal quale ricevette grande sostegno.
Altro episodio fondamentale è la minaccia di morte fatta personalmente alla giornalista che era stata di fatto sequestrata nel corso di un servizio. Il tutto, però, venne registrato da due giovani collaboratori.
Da ciò prendeva le mosse un altro processo per minacce aggravate dal metodo mafioso.
Una prima sentenza di primo grado aveva riconosciuto l’aggravante mafiosa, ma in appello la Corte aveva eliminato l’aggravante con una sostanziale riduzione delle pene.
Infine, la Cassazione con una motivazione storica accoglie il ricorso della Procura Generale e rimanda gli atti ad altra sezione della Corte territoriale per l’applicazione dell’aggravante.
Ovviamente tutto ciò con la narrazione dello stato d’animo vissuto dalla giornalista e delle tensioni sopportate dal suo nucleo familiare profondamente scosso.
Ma la solidarietà verso Federica Angeli è sempre più diffusa nonostante tutti i tentativi che le famiglie criminali avevano fatto per screditarla.
È divenuta ormai un personaggio popolarissimo e viene invitata a partecipare a moltissime iniziative e manifestazioni in tutta Italia.
Ignazio Marino, il sindaco PD di Roma, le esprime la massima solidarietà e l’assessore alla Legalità, Alfonso Sabella, che viene da una Procura antimafia, svolge un lavoro enorme.
Superfluo dire che sono venute a crearsi svariate relazioni con vari giornalisti ed in particolare con Le Iene del noto programma televisivo che hanno supportato il lavoro della Angeli che parla di un clima di mafiosità diffuso.
Questa affermazione mi riporta ad un episodio personale da me vissuto circa trenta anni addietro quando pronunciai quella stessa frase in una riunione di consiglieri comunali ed amministratori della DC di Caltagirone: in quell’occasione dissi appunto che in quel partito respiravo un’aria mefitica di mafiosità. La mia tesi fece calare il silenzio più assoluto, ma ricordo la reazione di uno dei presenti, oggi quasi 90enne, che mi invitava ad essere consequenziale e lasciare quel gruppo. Ciò che feci avvicinandomi a La Rete di Leoluca Orlando.
La Angeli è la dimostrazione dell’importanza dei giornalisti che operano e vivono sul campo anche se ciò comporta rinunce enormi e palesi privazioni. I criminali sono sotto casa e sono quelli della porta accanto.
Il Comune di Ostia venne sciolto per infiltrazioni mafiose, ma i clan continuarono imperterriti a svolgere i loro traffici.
Ovviamente sulla Angeli furono sollevati tutti i sospetti possibili per smania di protagonismo e uso improprio della scorta che, invece, era una vera e propria gabbia.
Il quotidiano la Repubblica, per alleggerire la pressione, ritenne di affiancare un giornalista esperto e notissimo come Attilio Bolzoni e gli articoli uscirono a doppia firma.
Intanto, erano state emesse decisioni che restituivano i lidi ed i bar ai legittimi proprietari, ordini che non si riusciva ad eseguire, e la Angeli ottenne l’intervento del Ministro degli Interni che inviò un nutrito numero di Forze dell’Ordine ripristinando la legalità.
Infine, la Cassazione stabilì definitivamente il principio che i clan criminali che operavano su Ostia erano dei veri e propri gruppi mafiosi sancendo il definitivo successo di Federica Angeli.
In copertina: immagine tratta dal film A mano disarmata (2019) di Claudio Bonivento.
Nella pellicola Claudia Gerini interpreta Federica Angeli.
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Autore
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Classe 1956, Federico Bizzini è avvocato del Foro di Caltagirone. Nella sua lunga carriera ha curato la assistenza e la difesa in giudizio delle maggiori compagnie di assicurazioni; si occupa di Diritto del Lavoro e delle relative controversie. Ha offerto una difesa completa ai propri assistiti, curandone l'assistenza sia negli aspetti civilistici che negli eventuali risvolti penalistici. Da sempre impegnato nel sociale, è stato giovanissimo consigliere comunale a Caltagirone. Appassionato lettore, cura da anni una rubrica settimanale di recensioni di novità editoriali su una nota emittente televisiva locale.







