Mediterraneo: variabilità stagionali più marcate nel clima futuro

Estati più calde e asciutte e, al contempo, precipitazioni più abbondanti e intense in autunno e inverno. Questi i possibili futuri scenari del clima nel Mediterraneo.
Lo studio, pubblicato su Nature, ha esaminato un archivio naturale di 450 m. di sedimenti, recuperati mediante perforazione dal fondo del Lago di Ocrida, al confine tra Albania e Macedonia, e racconta la variabilità della piovosità nell’area mediterranea degli ultimi 1,4 milioni di anni, fornendo importanti indicazioni sulle possibili tendenze evolutive.
«Dall’analisi delle proprietà geochimiche dei sedimenti e della composizione della vegetazione fossile, desunta dai pollini intrappolati nei depositi, è stato possibile ricavare preziose informazioni sul clima del passato che, grazie all’organizzazione nel tempo di antiche eruzioni dei vulcani italiani, ha creato un vero e proprio archivio paleoclimatico», spiega Biagio Giaccio, ricercatore CNR-IGAG.
L’analisi dei sedimenti ha evidenziato che durante i periodi climatici caldi simili all’attuale, noti come interglaciali e ciclicamente alternati nel corso dell’ultimo milione di anni a periodi freddi detti glaciali, con alternanze di circa 100.000 anni, le precipitazioni nel Mediterraneo avevano una marcata stagionalità, con autunni e inverni particolarmente piovosi ed estati asciutte.
I risultati di questo progetto sottolineano il valore dello studio combinato di archivi fossili e modelli climatici, dai quali è possibile estrarre importanti informazioni sulla dinamica del clima del passato, per una migliore comprensione dei cambiamenti in atto e definizione dei possibili futuri scenari.
Immagine in copertina: Lago di Ocrida (Fonte: Pixabay)
Immagini all’interno dell’articolo:
1) Modello di circolazione atmosferica globale: durante le estati boreali dei periodi interglaciali, le celle di Hadley si espandono dislocando più a nord la zona di alta pressione subtropicale nordafricana causando siccità e ondate di colare nell’area mediterranea. L’eccesso di riscaldamento estivo delle acque superficiali del Mediterraneo si ripercuote poi sul clima autunnale provocando un’intensificazione e un aumento delle precipitazioni. Il fenomeno documentato agli antichi interglaciali degli ultimi 1,4 milioni di anni, causato da un aumento dell’insolazione estiva dell’emisfero boreale dovuta a particolari configurazione dell’orbita terrestre, potrebbe verificarsi anche in futuro sotto la pressione dell'attuale riscaldamento, dovuto all’emissione di gas serra antropogenico.
2) Immagine satellitare del Lago di Ocrina (in alto a sinistra) e del Lago Prespa (in basso a destra).
3) Campionamento sedimenti paleolago di Sulmona.
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