Muni Sigona: “Ecco la Casa di Toti, per i ragazzi speciali”

MODICA (RG): Quando il cuore di una mamma decide di intraprendere qualcosa, non c'è ostacolo che possa opporsi. Forse anche da ciò nasce la bella realtà che raccontiamo in questo articolo. Dalla Sicilia giunge una storia di grande amore, come detto, ma anche di sinergie e lungimiranza.
Tutto nasce dall'idea di una donna volenterosa, Muni Sigona, madre di Toti, un ragazzo con alcune difficoltà. Per tanti ragazzi come lui servono delle strutture diverse, accoglienti, coinvolgenti, adatte, studiate sulle specifiche esigenze psicofisiche e gestite con umanità e professionalità di alto livello. Ecco che, in soli due anni dalla fondazione della Onlus “La Casa di Toti”, lo scorso 26 novembre è stata posata la prima pietra di una comunità residenziale per diversamente abili dove conciliare impresa sociale e occupazione, ribaltando il concetto di assistenza ai ragazzi, che da fruitori del servizio ne divengono - assistiti da tutor specializzati - i gestori.
Dopo l'espletamento delle necessarie pratiche burocratiche e nel continuo reperimento di risorse tramite fundraising, si arriva al primo passo che porterà alla costruzione della struttura e alla formazione finalizzata alla gestione di questa “casa”. Siamo in presenza di un albergo etico che è tra i progetti “adottati” da Franco Antonello e “I bambini delle fate”, realtà senza scopo di lucro che finanzia progetti sociali, gestiti da associazioni di genitori, enti o strutture ospedaliere, rivolti a bambini e ragazzi con autismo e disabilità. Ad aggiungere qualità al progetto è anche la location, una villa settecentesca in contrada San Filippo a Modica (in provincia di Ragusa), attorniata dal verde e dalla serenità che la Natura offre.
A parlarci di questa iniziativa e dei suoi benefici per i tanti ragazzi speciali è proprio Muni Sigona: ”Non avrei mai pensato di riuscire, in così breve tempo, a realizzare tutto ciò. In meno di due anni dalla fondazione della Onlus siamo giunti alla posa della prima pietra. Ho pensato molto, da madre che vive nella quotidianità la gestione di un figlio con problemi, a come fare per raccogliere fondi per realizzare questo sogno: il fundraising è stato fondamentale. Abbiamo trovato davvero degli imprenditori dal cuore grande e già sono 23 in totale; mensilmente versano una quota che serve alla costruzione e alla futura gestione della Casa di Toti.
Sto trasformando la mia villa in albergo etico, ispirandomi ad una realtà che già esiste in Italia, ad Asti. Nel nostro caso, però, i ragazzi vivranno h24 da noi. La Casa è di proprietà della Onlus, su una superficie di 280 mq con zero barriere architettoniche e sarà aperta a disabili in genere, ma gestibili”.
Quali saranno le attività e cosa si farà per i ragazzi?
“I ragazzi verranno innanzitutto seguiti e coinvolti nella gestione stessa delle attività dell'albergo. In questo modo, si sentono impegnati, utili, puntiamo molto sul co-housing e sull'integrazione, per cui sono previste interazioni positive con i ragazzi normodotati. Studi psicologici dimostrano quanto sia importante questo approccio e posso dire che mio figlio stesso ama stare con gli altri: rifiuta le classi specifiche a scuola, che purtroppo spesso portano ad un isolamento di chi ha difficoltà. Toti si trova in un Mondo nuovo, pieno di esperienze. Ogni ragazzo avrà dei piccoli compensi, tra l'altro. Ovviamente noi continueremo a portare nella struttura tante attività che già svolgiamo anche tramite la Onlus, quali laboratori, progetti e altro ancora”.
La Onlus ha attivato dei laboratori occupazionali ludico ricreativi per ragazzi disabili e normo, presso l'Auditorium Comunale di Trecastagni (CT): i locali sono offerti dal Comune, e i giovani sono assistiti da figure professionali quali psicologi e Osa, nonché volontari e tirocinanti dell'Università di Catania.
“Sto ricevendo tanta collaborazione da vari soggetti e istituzioni - continua Muni Sigona. Non siamo soli, questa catena di solidarietà si sta sviluppando sempre più e presto spero di aprire anche un tavolo tecnico con gli Enti di riferimento.
Come si vive la quotidianità accanto a un figlio che soffre di particolari disturbi?
“Non mancano i problemi, certamente. È come avere un bimbo piccolo per tutta la vita. Per capirlo si deve vivere questa realtà, ma posso anche dire che tanti volontari della nostra Onlus vogliono tastare questo Mondo con mano, per capire appieno. Però ovviamente è tutto difficile e va detto che molte famiglie quasi si vergognano di avere in casa determinate situazioni. Questo contribuisce a creare ulteriori barriere, mentre si dovrebbe sempre tentare di avere un supporto esterno ed un coinvolgimento positivo.
A scuola posso dire che, fino al recente passato – purtroppo - abbiamo vissuto esperienze negative: Toti non si trovava bene e spesso anche i docenti non sono stati in grado di gestire certe situazioni. Fortunatamente quest'anno, al Polivalente d San Giovanni La Punta, Toti ha trovato un ambiente adatto, con professori e compagni di classe davvero stupendi. Mio figlio non è solo autistico, ma soffre anche di un ritardo cognitivo, anche se una diagnosi assolutamente precisa ancora non c'è: da qui deriva una oggettiva difficoltà nella gestione delle sue necessità. Ma andiamo avanti, con amore, pazienza e forza di volontà”.
Finita l'intervista telefonica, lascio Muni alle sue mille attività di mamma e moglie, al rientro da lavoro, dove l'aspettano il marito e i due figli. Non resta che augurare il meglio a lei, a Toti e tutti coloro che sono coinvolti in questa realtà, ricca di luci frutto dell'amore puro e alcune ombre, dettate da sacrifici, difficoltà, burocrazie e altri fattori che minano la serenità di cui ciascuno dovrebbe godere.
Appuntamento con lei e i tanti ragazzi speciali al prossimo step, quando questa accogliente Casa vedrà assieme ragazzi diversamente abili e ospiti, forse la migliore forma di “terapia sociale” in grado di abbattere barriere e costruire legami.
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Andrea Cuscona è giornalista pubblicista dal 2005, catanese, classe '82, laureato in Culture e linguaggi per la comunicazione. “È impossibile non comunicare”. Da questo innato meccanismo parte la sua propensione al giornalismo e alla scrittura, declinati attraverso varie esperienze su carta stampata, TV, radio e web. Si considera uno spirito libero, è impegnato in cause sociali e coltiva diverse passioni.







