Palermo, a Palazzo Gulì una mostra multimediale per raccontare la storia della mafia

Inaugurato lo scorso 18 dicembre, No Mafia Emotion 3.0 è un progetto museale innovativo dove la storia dialoga con le nuove tecnologie digitali, proponendo ai suoi visitatori approfondimenti storici sul fenomeno mafioso in Sicilia. L’opera sfrutta quindi nuove forme di narrazione ed è stata pensata, anche allo scopo di ricordare chi a causa della mafia ha sacrificato la propria vita, per la sezione dedicata ai Nuovi Linguaggi del No Mafia Memorial che ha la sua sede nel centro storico di Palermo presso Palazzo Gulì in via Vittorio Emanuele, 353.
Palazzo Gulì è dal 2017 uno spazio di collaborazione tra il Memoriale-laboratorio della lotta alla mafia del capoluogo siciliano e il Centro Siciliano di Documentazione “Peppino Impastato”, uno spazio dove, con un linguaggio contemporaneo ed emotivo, viene raccontata alle nuove generazioni la storia della mafia e dell’antimafia. Alla base di questo progetto c’è la chiara intenzione di dare vita ad un luogo culturale polivalente dove curiosi, turisti, studenti e storici possano approfondire le vicende della lotta alla mafia nella città di Palermo.
Nello specifico si tratta di un racconto didattico/educativo di delitti di mafia che, ricostruito tramite archivi storici, si dipana lungo un percorso sensoriale ed esperienziale, e che utilizza l’emozione come strumento per un coinvolgimento sincero e critico dello spettatore che ne è soggetto centrale.
Insomma, un luogo fisico e simbolico dove passato, presente e futuro si intrecciano per creare consapevolezza.
Il visitatore è guidato da un sistema di segnapassi Led che illumina il tragitto tra le installazioni. Dalla prima sala, Il caos, un riassunto degli anni più cruenti delle stragi di mafia, animato da materiali audio-video originali, si sposta verso il muro, The Wall, il secondo spazio dove su un sistema di teli sono proiettati i volti dei criminali in forma di deformazione spaziale con le loro testimonianze originali. Un muro che dovrà essere varcato dal visitatore per proseguire il suo percorso: una sorta di operazione simbolica di demolizione del ramificato sistema criminale della mafia.
La torre delle vittime è il terzo spazio. Qui il visitatore si sofferma per ricordare chi ha sacrificato la propria vita nella lotta contro la mafia. Vediamo i volti di chi è stato eliminato perché con la propria azione repressiva o con lo sguardo politico orientato verso la legalità costituiva un pericolo concreto per gli interessi criminali. Colpisce in particolare una fotografia di Letizia Battaglia: l’immagine è cruda e ritrae Piersanti Mattarella, il presidente della Regione Siciliana propugnatore delle “carte in regola”, raccolto, ormai in fin di vita, dal fratello Sergio, attuale presidente della nostra Repubblica.
Nella quarta sala, infine, una ricostruzione in computer grafica racconta la storia della mafia dalle origini fino ai primi del Novecento, in maniera sintetica semplice e diretta.
Il percorso museale è stato realizzato da Uppercat Studio con la direzione tecnica di Federico La Fiura. I testi sono di Giovanni La Fiura e Umberto Santino che sottolinea come il progetto sia aperto ed in continua evoluzione: «Siamo ai primi passi. L’idea è quella di arricchire il percorso narrativo con un impegno collettivo che lo faccia diventare un patrimonio comune. Il No Mafia Memorial non deve diventare un contenitore, ma uno spazio di incontri, studio e riflessione».
La mostra, con ingresso libero, è visitabile tutti i giorni con orario continuato dalle 11 alle 17, eccetto il martedì.
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