Passerelle ecosostenibili: quando la moda è amica dell’ambiente

Autore:
Federica Campilongo
19/11/2015 - 09:41

Oggetto di tanti apprezzamenti, ma spesso anche al centro di aspre critiche, le passerelle della moda in ogni angolo del globo fanno discutere, innescando delle polemiche che molte volte accendono i riflettori su delle scelte etiche ambientali importanti.

Dall'eccessiva magrezza delle modelle, ai look estremi, le scelte spesso estrose degli stilisti scatenano dispute senza fine, un caso tra tutti l'utilizzo di pellicce e pelli animali, argomento scottante, molto sentito e quindi contestato dalle associazioni animaliste. Del resto l’utilizzo di animali vivi o morti come capo d’abbigliamento è una scelta ormai rimpiazzabile con soluzioni ecologiche, che però molti divi della moda non decidono di sposare, infiammando così di malumore lo spirito di chi invece allo sfruttamento animale e ambientale ha detto "No".

Ed a schierarsi contro il massacro animale e ambientale sono anche tantissime celebrità che anzi hanno fatto della loro notorietà uno strumento di sensibilizzazione, come l'attrice spagnola Pelelope Cruz, da tempo ormai icona della campagna anti-pelliccia. Insieme alla Cruz un altro segnale forte dall'estero è giunto in Italia a partire dalla settimana della moda di Milano anche da parte di una figlia d'arte che trasformando la passione per i modellini nella sua vera professione si è fatta portavoce di una moda ecologica a trecentosessantagradi. E' l'inglese Stella McCurtuney, figlia del celebre Poul, componente dei Beatles. 

Vegetariana, animalista e promotrice di una moda amica dell’ambiente, la sostenibilità ambientale delle sue scelte ha fatto innamorare il pubblico, proponendo soluzioni ecologiche che potrebbero rivoluzionare la moda. Attenta all’uso di materiali ecologici privi di componenti di origine animale, dal cotone biologico al riciclo dei materiali di scarto, Stella McCartney porta in passerella quello che quasi nessuno aveva mai osato presentare. Ed è così che, ad esempio, gancetti e ferretti dei reggiseni sono recuperati  da vecchi computer non funzionanti, plastiche diventano bijoux, per i plantari in legno delle scarpe invece vengono utilizzate fonti sostenibili certificate.

A rendere ancora più vive le sue idee, Stella McCartney ha realizzato dei video nei quali si mostra la mostruosità dei disboscamenti e delle tecniche di recupero pellicce. "La pelle - conclude la stilista - non è un sottoprodotto dell'industria alimentare, bensì il principale co-prodotto. Questo significa che acquistare capi in pelle e cuoio contribuisce direttamente al massacro".

 

 

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