Roccafiorita: paesino incantato dove il futuro c’è

Domenica mattina. Arrivare a Roccafiorita è un’esperienza fatta di vecchie strade, cascate naturali che inumidiscono l’asfalto, ponti di altri tempi e curve panoramiche. Roccafiorita, in provincia di Messina è il comune più piccolo del Sud Italia.
La dimensione umana del borgo silenzioso riporta la mente ai valori perduti. Duecento persone sulla carta, ma in realtà gli abitanti sono cento. Il signore più anziano del paese abita sulla punta più alta di Roccafiorita, ha 90 anni e ogni mattina scende a valle, dove si trova il suo giardino, per accarezzare gli alberi e trovare le sue radici, perché lui ha sempre abitato questi luoghi e forse per questo non capisce chi va via.
Ci sono la noce, il mandorlo, la vite, l’ulivo e la loro abbondanza a fargli compagnia e, dopo averne raccolto i frutti, con passo lento e affaticato, ogni giorno ripercorre le strade in salita che lo riportano a casa. Io l’ho conosciuto così, con il suo raccolto sulle spalle e la sua voglia di parlare del passato e del presente. Del futuro non sa che dirmi. Mi racconta che sono rimasti in pochi perché molti sono andati via. Mentre camminiamo mi guardo intorno e respiro la calma, il silenzio e un po’ di quell’assenza. Dopo essere arrivati a casa sua, ci salutiamo e mi avventuro alla scoperta di questo borghetto pieno di misteri e di bellezza e ripenso alle sue parole, che riecheggiano nella mia mente. A rompere il silenzio, nella piazza principale, sono un gruppo di bambini e mentre li guardo, sento che il futuro può esserci anche qui.
Sì perché, anche se molti sono andati via, qualcuno è rimasto e ha creato una famiglia e qualcun altro ancora è tornato in paese con il desiderio di restarci. Proprio in quel momento, incontro Filippo. Filippo è uno di questi. Lui è un ragazzo che ha vissuto e lavorato in diverse città italiane e che poi, tre anni fa, ha deciso di ritornare a Roccafiorita per restarci ed essere felice. Qui ha rilevato un bar, l’unico del paese, insieme al fratello e lo ha chiamato “Bar One”. Mi racconta che gli piace l’idea di un “Bar-One” che, annullato ogni intenzione linguistica internazionale, può essere letto anche come “Barone” e, mentre lui mi parla, capisco che la ricchezza di questo bar è nel cuore che lo anima, nella speranza che fa brillare i suoi occhi quando mi descrive i progetti futuri e mi parla di un borgo che rinasce. Roccafiorita è un luogo magico e Filippo è un giovane felice che crede nella sua terra e che lavora affinché chi è andato via da Roccafiorita nel passato, ritorni in paese e costruisca qui il suo futuro.
Articolo scritto da Angela Longo
Fonte della fotografia in copertina: sito web Comune Roccafiorita
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