Sapone di Aleppo: tradizione e benessere senza tempo

Autore:
Paolo Reitano
23/11/2015 - 18:10
sapone di aleppo
Sapone di Aleppo, Siria


sapone di aleppo tavoletta in cuneiforme

Aleppo, Siria. Da materie prime autoctone e spontanee nasce il sapone più antico della storia dell’umanità. Ancora oggi, immutata nei secoli, la ricetta del sapone di Aleppo è la stessa. Ogni anno, nel mese di Novembre, dopo la raccolta delle olive, si procede alla saponificazione dell’olio addizionato con idrossido di sodio (soda caustica), fatto cuocere in calderoni di pietra molto lentamente, anche per più giorni. A cottura ultimata, durante il raffreddamento per non degradarne le proprietà, viene aggiunto il preziosissimo olio di alloro in percentuale variabile (più ce n’è, più il sapone è pregiato), che conferisce il caratteristico odore balsamico al sapone oltre ad arricchirlo delle sue spiccate proprietà antisettiche, lenitive e purificanti. 

sapone di aleppo

La pasta così ottenuta viene fatta indurire, in un ambiente fresco e ventilato, in stampi impilati a torre e il sapone, ancora di colore verde, è lasciato maturare per non meno di un anno. Quando il sapone raggiunge i banchi del suq di Aleppo si presenta con una colorazione dorata, effetto dell’ossidazione della clorofilla.

La diffusione capillare in Occidente del sapone si deve, come per molte delle competenze in campo chimico, agli arabi che, intorno all’800 d.C., espandono i loro commerci nel Mediterraneo. Nel XII secolo i crociati importano il sapone in Italia, Castiglia (Spagna) e Francia, stabilendo i primi saponifici d’Europa in città come Savona, Venezia e Marsiglia: il famoso sapone di Marsiglia (che all’olio di alloro sostituisce l’olio essenziale di citronella) altro non è che un diretto discendente del sapone di Aleppo.

Nel mondo occidentale, il sapone era sconosciuto persino dai romani, che pure trascorrevano molto tempo alle terme dedicandosi alla cura del corpo. Per detergersi, presso i greci e i romani, era in uso adoperare un impasto di olio d’oliva e polvere finissima di pomice, che veniva poi raschiata via con un apposito strumento ricurvo denominato “strigile”. Plinio il Vecchio, scrittore latino del I secolo d.C., osserva come i Galli usassero il sapone per dare una tinta rossastra ai capelli (libro 28, capitolo 47). Non si trattava, quindi, propriamente di un sapone, ma di una tintura ottenuta dalla mescolanza di ceneri e grassi animali.

Il sapone di Aleppo annovera molteplici usi e proprietà: è un prezioso alleato per la cura e la detersione delle pelli sensibili e problematiche (dermatite, acne e psoriasi), per i capelli grassi e con forfora, impiegato da uomini e donne per la rasatura di viso e corpo, indicato come maschera di bellezza (sotto forma di schiuma), così come per il bucato (sotto forma di scaglie) e altri usi domestici. Il sapone ha, per sua natura, un ph spiccatamente basico, al di sopra dei valori del ph della nostra pelle. È, pertanto, opportuno usarlo diluito e, se impiegato come shampoo, terminare il lavaggio con un risciacquo leggermente acido (acqua e aceto, o acqua e limone). La percentuale di alloro contenuta, se molto alta, può risultare irritante per le pelli già parecchio sensibilizzate: si consiglia di cominciare da un sapone con una percentuale che non superi il 20% per poi regolarsi in base alle personali necessità.

sapone di aleppo

Ancora oggi, il sapone tradizionale come quello di Aleppo resta uno dei pochi detergenti a cui rivolgersi in caso di allergie alle componenti chimiche presenti nei prodotti d’uso comune. Economico e di facile reperibilità, il sapone d’Aleppo è altamente biodegradabile, realizzato con materie prime spontanee o di agricoltura biologica che supportano l’economia dei piccoli villaggi in cui ancora è prodotto in Oriente, esclusivamente secondo il metodo artigianale. È vero, viene da lontano, e quindi non si può certamente dire che vada incontro ai principi dell’etica del chilometro zero. Tuttavia, alla luce della crisi sociale, politica e culturale che ad oggi travolge e martirizza i paesi del Vicino Oriente, scegliere un prodotto come il sapone d’Aleppo può rappresentare un gesto di solidarietà e riconoscenza verso una cultura che infinite conoscenze e sapere ci ha tramandato e dalla quale, in parte, discendiamo.

Il parere espresso sulle proprietà e sui consigli d’uso del sapone di Aleppo deriva da una consolidata tradizione popolare che ha fatto del sapone di Aleppo un prodotto multifunzionale di sicura efficacia. Tuttavia, le indicazioni per uso cosmetico in soggetti con pelle problematica non sostituiscono assolutamente i consigli di un medico dermatologo.

Foto: Copertina e pile di sapone da commons.wikimedia.org; tavoletta di argilla babilonese da sabor-artesano.com; vendita di sapone da 2duerighe.com.

Paolo Reitano

crowfunding adas

clicca e scopri come sostenerci