A tavola, per curarsi e per l'ambiente: i mille usi della canapa

Autore:
Jose Marano
18/03/2016 - 09:49

Una pianta di cui tanti “parlano e sparlano”, ma quello che è sicuro è che gli utilizzi della pianta di canapa sono davvero tanti. Parleremo di canapa e dei suoi utilizzi in ambito ambientale, alimentare e terapeutico con l’esperto Giuseppe Nicosia, trentacinquenne siciliano, esperto alimentarista, con un percorso di studi in Scienze Biologiche con specializzazione proprio sulla canapa, Nicosia è membro del direttivo nazionale dell'Associazione per la sensibilizzazione sulla canapa autoprodotta (Ascia).

Nel Dicembre 2013 insieme al direttivo dell'associazione, è stato ricevuto alla Camera dei deputati, in commissione Giustizia, per parlare delle tante qualità della cannabis, pianta nota «soprattutto perché se ne ricava la marijuana», afferma. 

La disinformazione sulla canapa, credi che in Italia sia più inerente al suo uso in ambito terapeutico, all’uso alimentare o industriale/artigianale?

Lo è a 359°: in pochi sanno che dalla canapa si ricavano oltre 50.000 derivati; che in Italia eravamo i primi produttori al mondo per qualità di canapa prodotta e secondi per quantità. La canapa ha permesso l'evoluzione dell'uomo, le sue più grandi scoperte: sulle navi, prima dell'avvento del nylon, c'era più canapa che legno (le vele, le carte nautiche, le corde, i vestiti dei marinai, persino le scarpe. Anche l'olio che bruciava nelle lampade e quello usato per sciogliere i pigmenti di colore e fare le vernici). Se non ci fosse stata la Canapa non avremmo potuto solcare gli oceani. L'unico derivato della canapa che tutti conoscono è la cannabis, meglio nota come marijuana. In realtà è una medicina "magica": guarisce o aiuta a guarire decine e decine di malattie. Decine gli impieghi già provati: antidolorifici, antinfiammatori, rilassanti, anti-nausea, anticancerogeni, ecc.

 

Dalla canapa, pare si possano ricavare tantissime cose: carta, mattoni, tessuti. Oggi si parla di auto eco: l'auto ecologica pare esisteva già 70 anni fa, Henry Ford progettò un veicolo costruito principalmente di fibre di cellulosa biodegradabili derivate da canapa. Quali interessi hanno impedito che si sviluppasse una "tecnologia eco-sintonica"?

E' stata l'industria del petrolio, ma non solo. Immagina se la plastica non esistesse: praticamente non avremmo rifiuti. Pensa se il combustibile usato fosse solo di origine vegetale, vero bio-diesel, o semplicemente alcool o metano ricavato da fermentazione di biomassa. Pensa se l'elettricità venisse prodotta da impianti fotovoltaici o mini-eolici. Pensa se iniziassimo a sfruttare l'energia termica dell'Etna. Pensa se le case fossero fatte di paglia. Ognuno di noi sarebbe padrone delle propria vita, potremmo essere indipendenti. Chi comprerebbe più petrolio? Quali fabbriche inquinanti rimarrebbero? Chi si arricchirebbe con lo smaltimento dei rifiuti? Con l'aria più pulita quanta gente in meno si ammalerebbe? Quante medicine in meno verrebbero prodotte e vendute? Che fine farebbero i più ricchi del mondo?

 

Per tradizione nel nostro paese la canapa si coltivava ovunque, oggi, invece, alla canapa si associa subito l’idea della droga. Perchè viene trasmessa questa accezione negativa, per un prodotto che ha un così grande potenziale?

Perché è comodo a certe lobby: se la canapa è droga, è giusto vietarla. La macchina del proibizionismo costa soldi, ma crea tanto lavoro: FF.OO. specializzate, controlli, perquisizioni, arresti, processi, pene alternative, assistenza sociale/percorsi Ser.T.; ma anche garantire un monopolio alla criminalità organizzata: nessuno la vende legalmente, non la puoi coltivare, allora la compri per strada al mercato nero. Domani, 9 marzo 2016, la Corte Costituzionale potrebbe sancire finalmente che la coltivazione di una modesta quantità di piante di canapa anche senza autorizzazione, è riconducibile ad una condotta inoffensiva come il consumo personale.

 

Il valore del seme di canapa è stato riconosciuto in Italia dal Ministero della salute nel 2009. Quali indicheresti tra i benefici principali che si possono trarre dall’uso alimentare della canapa (sia dall’olio che dal seme intero o decorticato che dalla farina)?

I Semi di canapa hanno un valore nutritivo talmente elevato da essere definiti “nutraceutici” (nutrizionali e terapeutici). Permettono un apporto proteico completo contenendo oltre il 20% di proteine nobili (pool completo degli amminoacidi). Eccellente l'apporto di vitamine e minerali: soprattutto Vitamina E, Calcio, Magnesio e Potassio. La parte lipidica è composta principalmente da acidi grassi polinsaturi: i famosi Omega3 e Omega6. I semi di canapa sono un ottimo “integratore naturale” per tutti: dai bambini agli anziani, e sono particolarmente indicati per gli sportivi o per chi conduce attività fisicamente impegnative.In commercio troviamo: SEMI DECORTICATI: ideali per condire insalate, yogurt, pesti e salse o creme dolci spalmabili; o mangiati al naturale. SEMI INTEGRALI: maggiormente ricchi di fibra, ma ricoperti da un involucro particolarmente duro per essere masticato a crudo. Ideali per la preparazione del latte di canapa, per essere inseriti in impasti da cuocere (pane o biscotti) e da far bollire insieme alle verdure, in zuppe e minestroni. Per quanto riguarda invece l’olio di canapa: si ricava per semplice spremitura a freddo dei semi. Ricchissimo in acidi grassi polinsaturi, è riconosciuto dal Ministero della Salute come PRODOTTO SALUTISTICO (circolare N.0015314 del 22 maggio 2009). Dimostrati gli effetti terapeutici: l'uso quotidiano di olio di canapa (circa 4/5 cucchiaini al giorno) fa diminuire rapidamente gli eccessivi livelli nel sangue di colesterolo LDL (quello cattivo. Si utilizza ESCLUSIVAMENTE a crudo, per condire insalate, cereali, zuppe, sughi, pasta, riso, verdure, per insaporire il pane ecc. Data la sua potentissima azione antinfiammatoria, quest'olio è ottimo per molti problemi della pelle. Oltre che all'assunzione per bocca, si applica anche direttamente sulla zona da trattare per ridurre i pruriti e le infiammazioni. Efficace anche per la cura dei funghi alle unghie (onicomicosi). Può essere usato anche per la cura dei capelli: rivitalizza e ridà splendore.

Per quanto riguarda invece la farina di semi di canapa, questa farina integrale è ricca di fibre, vitamine, sali minerali (Calcio - Potassio - Ferro), ma soprattutto proteine (oltre il 30%) composte da un pool di amminoacidi funzionali, e acidi grassi Omega 6 ed Omega 3. Essendo priva di glutine, va impiegata in combinazione a farine che lo contengono come farro, kamut, segale, frumento, mais, riso. La farina di canapa conferisce un gusto nocciolato e un colorito verde-bruno agli impasti in cui viene aggiunta. Si può aggiungere a qualsiasi impasto in proporzione dal 10% al 20%, o aggiunta direttamente nella preparazione di frullati e frappé per aumentarne apporto proteico, di fibra, di minerali e vitamine.

 

Ci sono dei benefici a livello terapeutico? Quali sono i risvolti in tal senso a livello normativo in Italia, sia a livello regionale che nazionale?

Oltre alla terapia palliativa del dolore e all’utilizzo in neurologia e oncologia, o come lenitivo degli effetti collaterali delle chemio e radio-terapie, molte sono le patologie e i disturbi d'interesse per medici e pazienti, non solo il glaucoma, ma l'epilessia, molte altre patologie neurologiche, alcune patologie psichiatriche, lo stress post-traumatico, l'emicrania, la depressione, Traumi cerebrali / Ictus, malattie infiammatorie croniche intestinali quali morbo di Crohn e colite ulcerosa, l'astenia, l’anoressia e il vomito anche gravi, la sindrome bipolare e quella di Tourette, la spasticità muscolare, il prurito irrefrenabile, l'artrite reumatoide e altre malattie infiammatorie autoimmuni croniche, l’asma bronchiale, malattie neurodegenerative quali morbo di Alzheimer, còrea di Huntington e morbo di Parkinson, patologie cardiovascolari, sindromi da astinenza nelle dipendenze da sostanze e la Sindrome di Immunodeficienza Acquisita (Aids), nella quale solo raramente si hanno dolori neuropatici ma spesso si osserva grave deperimento organico e inappetenza. Queste sono le patologie per le quali è appurato l'effetto positivo della cannabis. In Italia la legge per l'utilizzo della cannabis a scopo terapeutico è valida dal 2007. Regione per Regione si sta legiferando per garantire un approvvigionamento a chi è affetto da determinate patologie, anche tramite ASL. Purtroppo però l'ignoranza sull'argomento coinvolge anche moltissimi medici che deridono e addirittura arrivano a "minacciare" pazienti che fanno richiesta di una cura alternativa. Noi siamo stata l'ottava regione ad approvare una legge per le "Modalità di erogazione dei farmaci e delle preparazioni galeniche magistrali a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche" ma, se fai una ricerca anche sui siti istituzionali dell'ARS, non si trova il decreto. Inoltre sono pochissimi i medici informati e, ancora meno, quelli disposti a prescriverla. Per concludere, anche avendone diritto ed ottenendo la prescrizione, per rifornirsi occorre acquistare il farmaco, pagandolo anche 40€ a grammo, in farmacia.

 

Come viene lavorata oggi la canapa e che vantaggi ha la sua coltivazione rispetto a quella del cotone?

Il  cotone si coltiva impiegando grandi quantità di acqua, diserbanti e pesticidi. La canapa con poca acqua, senza diserbanti ne' pesticidi. Dalla canapa si ottengono materie prime per migliaia di derivati. Dal cotone principalmente tessuti e poco altro. Il problema sta sempre nel "proibizionismo": la disinformazione ci ha portati a dimenticare l'importanza di coltivare canapa e, anche la tecnologia agricola specifica, non si è sviluppata. Attualmente raccogliamo la canapa con trebbie "adattate", e non abbiamo impianti di trasformazione dedicati alla trasformazione, se non piccoli esempi troppo lontani dalla Sicilia. Stiamo comunque lavorando alla realizzazione di una filiera completa, ma non posso dire quando questa sarà veramente efficiente.

Pare che la canapa riesca a chelare i metalli pesanti presenti nei terreni, fissandoli nella radice e nella foglia lasciando la fibra immune. Potresti spiegarci in cosa consiste questo meccanismo?

Moltissime piante hanno azione depurante, sia dell'aria che del terreno. La canapa in modo particolare perché cresce molto rapidamente (alcune varietà arrivano addirittura a superare i 5 metri in pochi mesi: semina a Marzo, raccolta ad agosto). Sviluppa ridici fittonanti che ossigenano il terreno e catturano appunto metalli pesanti e, a quanto pare, anche diossina. Alcuni studi sono stati fatti nei pressi dell'ILVA, a Taranto. A seguire la sperimentazione però non è stata neppure un università italiana. Torniamo al problema principale: troppi timori ancora legati a questa pianta che, invece, dovrebbe essere venerata come la regine dei vegetali utili all'uomo. Timori che limitano la serimentazione, la coltivazione, la trasformazione e gli usi.

crowfunding adas

clicca e scopri come sostenerci