Il medico di base: un prezioso alleato per la buona salute

Il concetto di salute è cambiato molto nel corso del tempo, soprattutto per il paziente. In passato c’era molta poca informazione sullo stato di salute e sulla sua mancanza, la malattia, e a volte il medico era percepito come unico depositario di un sapere misterioso e non sempre positivo.
Il medico, per molto tempo, ha avuto solo il significato di sofferenza, e chi ne aveva bisogno spesso si trovava in condizione di essere inerme nelle sue mani. Ancora oggi per alcune categorie di medici è purtroppo così: pensiamo ai chirurghi che spesso ci incontrano solo quando il nostro malessere è arrivato al punto tale che c’è qualcosa da togliere e da modificare dentro di noi e che conosciamo, spesso, solo quando siamo incoscienti in sala operatoria.
Naturalmente non deve necessariamente andare così. Nonostante queste eccezioni, evitabili con una buona conoscenza dei propri diritti, rispetto ai tempi passati, il nostro rapporto con la medicina e di conseguenza con i medici, è molto cambiato: ora le informazioni base sono presenti nelle trasmissioni televisive, in pubblicazioni divulgative e sul famigerato internet.
Queste informazioni però, soprattutto nella pubblica piazza di internet, dove ognuno può scrivere, non sempre sono utili per come sono formulate: hanno comunque bisogno di filtri e di chiarimenti da parte di chi le può interpretare in maniera corretta.
Il medico di famiglia è una figura di interprete indispensabile in molti casi, e soprattutto, non è un compilatore di ricette o di impegnative per i medici specialisti: egli è il primo baluardo tra noi e la salute.
Collaborare nel modo corretto con il medico di famiglia può mettere le fondamenta per una buona salute e un minore ricorso a farmaci e specialisti, con lui si può concordare uno stile di vita migliore per i nostri bisogni e le nostre caratteristiche individuali.
Ma come si sceglie il medico di famiglia?
Soprattutto, concentriamoci su quelli nelle vicinanze della nostra abitazione: un medico prestigioso, ma lontano potrà non costruire con noi una giusta interazione. Il perché è ovvio: egli deve avere una visione globale del nostro stato di salute, ed è necessario possa raccogliere informazioni anche da quei piccoli malanni che costituiscono le nostre naturali debolezze, e non solo dalla malattia, diciamo più seria, che può intercorrere nel corso della vita.
Pensiamo non solo alle malattie croniche, ma alla terza età: un uomo anziano è in salute nel momento in cui le sue criticità di organismo invecchiato sono in equilibrio. Perché questo avvenga, tali criticità devono essere conosciute dal medico, per riconoscere in tempo i segni di scompenso, un aumento del rischio di infarto, ad esempio, può essere temuto in un paziente obeso o con il colesterolo alto.
Un medico che vede poco il paziente potrebbe essere meno pronto a cogliere dei segnali preziosi per il mantenimento dello stato di salute e per la prevenzione delle malattie.
Prendete un appuntamento e fate una prima visita, prima di scegliere: in fondo ci prendiamo il tempo di guardare le date di scadenza degli alimenti: a maggior ragione si può dedicare un poco di tempo alla scelta del proprio dottore. Questo è importante anche se siamo sani, a maggior ragione se ci è stata diagnosticata una malattia cronica: il medico curante deve dimostrarsi adatto a prenderci in cura e fornire il tramite necessario con lo specialista, per intenderci, deve conoscere interazioni tra farmaci, suggerire stili di vita, aiutarci nel gestire tale malattia adeguatamente.
Un medico non è un ricettario ambulante e non è un intermezzo tra una specialista e l’altro: è il custode di un equilibrio corporeo delicato e per questo ci dobbiamo trovare a nostro agio con lui.
Anche se bravo, scartiamo il medico che, durante la visita, non ci consente di esprimerci liberamente o che giudica il nostro stile di vita, qualora esso non abbia a che vedere con la nostra salute attuale, ma facciamo un esempio pratico. Entriamo dal medico, siamo stati alcolisti e soffriamo di cirrosi epatica: il medico non può mostrare un atteggiamento censorio nei confronti della nostra passata dipendenza. Diverso è il caso di una situazione dannosa che si protrae: è il suo dovere dirci che, se continuiamo a fumare con l’enfisema, ci facciamo del male, come è suo dovere cercare con noi dei metodi per farci perdere questa abitudine tanto nociva.
In questa visita, prima della scelta, fate anche attenzione a come raccoglie l’anamnesi, la storia della vostra vita: un buon medico non trascura le vostre radici, ma nemmeno si sofferma su episodi dolorosi della vostra vita. Un buon medico registrerà se vostro padre è morto di cancro, ma non indulgerà, a meno che non siate voi a volerlo fare, su quella esperienza. D’altra parte, una cosa da non fare mai è presentarsi dal medico solo la prima volta che avete bisogno di una medicina prescritta da altri.
La fiducia tra medico e paziente si costruisce nel tempo, non si può usare un medico solo come prescrittore, non fornendogli alcun valore. Spesso è il medico curante e non lo specialista, ad avere in mente il quadro generale, e se non ce l’ha, perché non siamo andati mai da lui, non stupiamoci se non scriverà la ricetta agognata, almeno non prima di conoscere i motivi per cui è stata prescritta.
Vediamo in sintesi cosa può fare per voi un buon medico di famiglia:
1) Raggiungere un equilibrio salutare. Non possiamo essere sempre al massimo però conoscendo limiti e capacità del nostro organismo si può ottenere di stare al meglio delle nostre possibilità. Un buon medico curante, con le giuste informazioni, può far ottenere questo risultato.
2) Essere il vostro alleato nella malattia cronica. Purtroppo nonostante i nostri sforzi possiamo ammalarci, o portarci appresso, fin dalla nascita, determinate condizioni. È lo specialista a curare la malattia, ma è il medico curante a cercare con noi la migliore condizione possibile per viverla. Effetti collaterali dei farmaci e equilibri tra gli stessi e il vostro organismo sono di pertinenza del medico curante, che deve avere con voi e lo specialista il giusto dialogo.
3) Riconoscere per tempo quali esami eseguire e quali specialisti consultare. Rivolgiamoci con fiducia al medico di base quando soffriamo di alcuni sintomi che non ci convincono.Se una tosse dura troppo a lungo, se soffriamo sempre di vertigini o di mal di schiena.Non rischiamo autodiagnosi, magari con la famigerata internet, o con consigli di amici e parenti non medici.In questa fase internet, che in seguito può fornirci un aiuto, magari psicologico, nella accettazione di una diagnosi vissuta male, può rischiare di confonderci ulteriormente. Il medico ha studiato per osservare e ordinare i vostri sintomi e anche per armonizzarli con ciò che vede di voi in visita, è in grado di prescrivere analisi che possono intanto escludere alcune diagnosi e di creare delle ipotesi, cioè di tentare di trovare una strada per capire di cosa si tratta. Per verificarlo, ci potrà mandare dal medico che ritiene giusto
4) Alleato per quanto riguarda i rapporti con gli specialisti. Un buon medico di base potrà decodificare il linguaggio astruso di una consulenza, può spiegarlo con parole semplici e chiare, se occorre forniamo il numero di telefono dello specialista, se privato. Perfino il più grande luminare non può conoscerci come il nostro medico di base, se siamo pazienti da anni. Non commettiamo l’errore di non includerlo nel gruppo che curerà o cura la nostra malattia: il suo occhio globale sarà prezioso anche per i colleghi.
È chiaro che queste funzioni possono essere svolte solo se abbiamo trovato il nostro medico, per questo prendere una prima visita prima di scegliere, diventa fondamentale. Dopo un trasferimento, portiamo le analisi più recenti, prepariamo una piccola storia medica, nostra e familiare, un primo quadro da consegnare al nostro nuovo alleato.
In caso del cambio di medico perché non c’era un buon rapporto, umano e professionale, in questa prima visita cerchiamo di fare terra bruciata dei giudizi negativi che magari questa relazione non corretta ci ha lasciato: di fronte c’è una nuova persona cui dobbiamo fornire la massima apertura comunicativa. È bene sapere, comunque, che il medico può essere cambiato ogni volta che lo riteniamo opportuno, anche se tutti ci auguriamo non capiti mai, o almeno non troppo spesso.
Articolo scritto da Rosa Mauro
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