In un mare di detriti: tra 30 anni più plastica che pesci

Autore:
Federica Campilongo
21/01/2016 - 10:52

Drammatici è dir poco. Sono davvero sconvolgenti i numeri emersi dal recente studio della Fondazione Ellen MacArthur in riferimento all'inquinamento marino, presentato in occasione dell’apertura del Forum economico mondiale di Davos, in Svizzera.

Se le condizioni e le abitudini dovessero mantenersi costanti nel 2050, infatti, gli oceani potrebbero contenere più detriti di plastica che pesci. Non tutti sanno che oggi nei mari finiscono circa 8 milioni di tonnellate di plastica ogni anno. Se non si si interviene la quantità potrebbe raddoppiare entro 15 anni.

E' possibile risolvere il problema? "Il fattore più urgente riguarda l'inquinamento provocato dagli oggetti di plastica monouso, che non vengono riciclati a dovere"  spiega Dianna Cohen, a capo del Plastic pollution coalition, movimento contro l'inquinamento da plastica. 

I dati. Dal 1964 a oggi, la produzione di plastica nel mondo è aumentata di ben venti volte, entro il 2050 la produzione si quadruplicherà, ben il 20 per cento dell’intera produzione mondiale di petrolio servirà soltanto per la plastica. Dolente poi il capitolo riciclo. Oggi, meno del 5% della plastica viene riciclata, il 40 per cento finisce in discarica e un terzo direttamente negli ecosistemi naturali, tra questi anche gli oceani. Sono oltre 270 mila le tonnellate di plastica che galleggiano nei nostri mari, cifre che equivalgono a 5.250 mila miliardi di particelle di plastica.

Chi sono i maggiori responsabili? A dare risposta è l'organizzazione ambientale Ocean Conservancy in collaborazione con McKinsey. Più della metà di tutta la plastica che finisce negli oceani, circa il 60%, proviene da cinque nazioni asiatiche: Cina, Filippine, Thailandia, Indonesia e Vietnam. Una catastrofe per flora e fauna. Basti pensare a quanti animali muoiono a causa dell'ingerimento dei detriti.

Per far fronte a questo disatro gli studiosi invitano a ridurre la produzione di plastica soprattutto negli imballaggi dei prodotti. Un invito dunque rivolto soprattutto alle grandi società, alle aziende, necessaria sarebbe una seria collaborazione con le istituzioni, ma anche con i cittadini, quest'ultimi giocano un ruolo fondamentale, così come confermato dagli studiosi dell'Imperial College di Londra: "la pulizia degli oceani dalla plastica deve partire dalle coste - concludono - è da qui che i detriti arrivano in mare".

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