
Il Ricordo di Berta Càceres: un'intera vita per l'ambiente

HONDURAS - Della difesa dell’ambiente e della salute aveva fatto l’obiettivo della sua vita, interrotta brutalmente la notte tra il due e il tre marzo scorso. E’ Berta Càceres, femminsta, militante ecoattivista, sempre in prima linea per combattere contro la deforestazione illegale, la proprietà terriera, la presenza di basi statunitensi sulla terra dei Lenca, i diritti del suo popolo. Era stata premiata pochi mesi fa con il più prestigioso riconoscimento mondiale assegnato a chi si batte per la difesa dell’ambiente: il Goldman Environmental Prize, attribuitole per la campagna di salvaguardia ambientale con cui è riuscita a evitare la costruzione di una diga sul Rio Gualcarque, fiume sacro per il popolo Lenca di cui è stata considerata leader indiscussa. Era, inoltre, co-fondatrice del Consiglio delle organizzazioni popolari ed indigene dell'Honduras (COPINH), organizzazione in favore dei diritti umani dei popoli indigeni dell' Honduras.
La frattura di un braccio e di una gamba, otto colpi di pistola, una ferocia brutale nei suoi confronti. Eppure per le "misure precauzionali" raccomandate dalla Commissione Interamericana dei diritti Umani, il governo honduregno avrebbe dovuto proteggere Berta, ma il giorno in cui fu uccisa nessuno era lì con lei per difenderla.
Tante ombre sulla morte della scomoda ecoattivista 44enne, perché, se da una parte la polizia di regime sostiene che la donna sia stata uccisa da ladri mentre rientrava nella sua casa, ben altre fonti sostengono che la Càceres sia stata uccisa in casa mentre dormiva, assassinata proprio a causa delle sue battaglie, ultimo tra tutti lo scontro avuto con le milizie paramilitari a servizio dei privati proprio a causa del progetto approvato senza il consenso della comunità della mega centrale idroelettrica Agua Zarca sul Rio Gualcarque, che avrebbe privato dell’acqua oltre 600 famiglie, contravvenendo quindi alla Convenzione sul diritto all’autodeterminazione dei popoli indigeni.
Intimidazioni e minacce, la Caceres era stata bersaglio di tanti violenti, manifestando spesso preoccupazione per il numero di attivisti ambientali uccisi: si pensa che tra il 2010 e il 2014 ben 101 persone, secondo la Ong Global Witness, nel solo Honduras.
Ad oltre dieci giorni dal suo assassinio, la gente non l’ha dimenticata. Migliaia di persone hanno partecipato al suo funerale, la bara bianca è stata portata in corteo lungo le strade strette di Esperanza, il villaggio a 200 chilometri dalla capitale Tegucigalpa. “Berta non è morta, la sua battaglia va avanti” ha gridato a lungo la folla. “Tutti dovremmo rendere omaggio al coraggio di Berta” ha scritto in un messaggio Twitter Leonardo DiCaprio fresco di Oscar (link articolo Oscar DiCaprio: http://www.ilpapaverorossoweb.it/article/leonardo-di-caprio-premio-oscar-lambiente ).
"Quando ho inziato a combattere per il Rio Blanco, potevo sentire quello che il fiume aveva da dirmi – aveva dichiarato la Cacares - Sapevo che sarebbe stato difficile, ma sapevo anche che avrei trionfato. Me lo ha detto il fiume".
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