Referendum trivelle: l'Italia sguazza in un mare di ipocrisia

Autore:
Federica Campilongo
18/04/2016 - 10:05

IL COMMENTO - Aver fatto informazione, aver illustrato i danni all'ambiente e alla salute, aver parlato senza filtri delle lobby petrolifere non è bastato. All'indomani del tanto atteso referendum in tema trivellazioni i dati emersi raccontano di un'Italia pigra che ha deciso di non esprimere il proprio parere, di non tentare di cambiare le cose. Pigrizia ed ignavia per molti, strategia per tanti altri, del resto chi ha deciso ieri di astenersi è come se avesse votato per il "NO". Plauso alla Basilicata, unica regione dove è stato raggiunto il quorum con la schiacciante vittoria del "SI" che ha superato il 95%. 

Il quorum non è stato raggiunto, con un timido 32% l'Italia ha dimostrato di essere inerme ed anche incosciente, così come commenta Marisa Falcone, presidente ADAS: "Quando in un paese 2/3 della popolazione si lascia vivere frastornato tra il non dire il non fare e il non pensare, l'altro 1/3 deve prendere atto della necessitá che ognuno della minoranza pensante deve valere almeno 3: cittadinanza attiva, tutela dei beni comuni, coscienza sociale, democrazia diretta impongono di essere protagonisti e quindi cittadini responsabili, troppa fatica per i più, per costoro è più semplice starsene a inzeppare i social di strepiti e banalitá".

 Su 51 milioni di aventi diritto al voto soltanto un timido 32% si è recato alle urne, oltre l'80% di questi ha segnato "SI". Sì ad una vita pulita e meno tossica, sì ad un mare libero, sì alla tutela di flora e fauna, sì alla vita. E allora, come recita un vecchio proverbio "chi è causa del suo mal pianga se stesso", forse l'Italia si merita proprio questo: sguazzare felice con una benda agli occhi in un mare di ipocrisia.

crowfunding adas

clicca e scopri come sostenerci