
Contaminazione da mercurio: attenzione al pesce che mangiamo

Sono i pesci che appartengono a specie grandi e predatorie, come pesce spada e verdesca (un tipo di squalo), quelli maggiormente contaminati da mercurio, un metallo pesante che inquina l'ambiente marino e che si accumula nelle carni di chi vi abita. Un’insidia che non va sottovalutata e che può trasformare un alimento prezioso nel portatore di un inquinante assai tossico per l'uomo.
A rilevarlo è Altroconsumo che ha condotto un'analisi su circa cento pesci, freschi e conservati, di diverse specie fra le più acquistate dagli italiani, al fine di verificare la presenza di questa sostanza ed aiutare i consumatori a regolarsi per non superare almeno la soglia di assunzione settimanale tollerabile indicata dall'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) che è pari a 1,3 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo, ritenuto il quantitativo limite per non correre rischi per la salute.
La possibilità di superare la soglia fissata dall'EFSA è concreta per chi mangia frequentemente pesce spada e verdesca, perché con una sola porzione (60 grammi per i bambini e 150 per gli adulti) viene superata ampiamente la dose settimanale tollerabile di mercurio.
Sottoliniamo, inoltre, che dosi di mercurio relativamente basse possono avere ripercussioni gravi sul sistema nervoso e sul cervello in via di sviluppo, come quello di feti, neonati e bambini, per cui le donne incinte o che stanno allattando e i bambini dovrebbero invece evitare del tutto il consumo di pesci predatori.
Gli esperti ci invitano, dunque, a fare attenzione ai pesci che scegliamo di mettere nel piatto e ci ricordano che il pesce è uno degli alimenti più preziosi ed apprezzati della dieta mediterranea sia per il sapore sia perché, grazie alle sue qualità nutrizionali, apporta numerosi nutrienti benefici per la nostra salute.
Il consiglio degli esperti è quindi quello di mantenere il pesce nella nostra dieta e di orientare le nostre scelte sia verso i pesci di piccola taglia sia verso i pesci non carnivori: la trota salmonata, le sardine e gli sgombri, il merluzzo, il salmone e la platessa. Va invece limitato e riservato a una volta a settimana e solo per gli adulti il consumo di spada, tonno rosso, verdesca, smeriglio, palombo, luccio.
(Fonte: ANSA - Foto di copertina: Pixabay)
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